La nuova connessione di rete 5G rappresenterà una rivoluzione non solo come standard di rete per velocità ed efficienza, ma soprattutto per la grande versatilità delle sue applicazioni. Il 5G, più di ogni altro predecessore e più di ogni altra rete, verrà soprattutto sfruttato per creare un sistema di servizi incentrati sempre più sulla personalizzazione dell’esperienza per l’utente finale.

Diversificare l’offerta in base ai gusti del singolo corrisponde alla nuova frontiera dell’intrattenimento, che sfrutta la predilezione dell’utente per una serie di contenuti anziché elementi di altro genere. Questo va a determinare una grande discrepanza tra ciò che si intendeva prima per intrattenimento di massa, e quella che ora corrisponde ad un’esperienza che va sempre più personalizzandosi e modellandosi sul singolo fruitore.

La vera sfida quindi, come evidenzia uno studio Accenture, non sta più nel “cosa”, ma nel “come”.

Ridefinire l’esperienza coi media: una sfida supportata dal 5G

Da quanto emerge in base alla ricerca portata avanti da Accenture, il muro da riuscire a buttar giù, al momento, è quello di uno schema standardizzato e poco plasmato sui gusti e sulle reali esigenze del fruitore finale del servizio.

Questa strategia, con gli anni, si è rivelata fallimentare, tant’è vero che Accenture – in collaborazione con Ovum – ha rilevato una tendenza a battagliare più sulla competitività dei costi, e quindi il guadagno sul breve termine (KPI), anziché concentrarsi sulla fidelizzazione e sul ricavo a lungo termine, che coinvolge l’utente in tutto il proprio ciclo vitale (CLV). Questo ha determinato, nel tempo, una riduzione degli introiti e un “elevato tasso di abbandono”.

Il 5G rivestirà un ruolo fondamentale, nel momento in cui la maggior parte dei media comprenderà il concetto esposto sopra. Questo perché, grazie alla sua latenza quasi insignificante e la sua velocità impressionante, il 5G consentirà, ad esempio, di scaricare e guardare film in streaming in un tempo brevissimo e ad una qualità fuori dal mondo.