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Sebbene si conosca la verità sull’incidente del Boeing 737 Max di Marzo 2019, le autorità competenti continuano a indagare ed emergono sempre nuove indiscrezioni che hanno portato l’aereo a precipitare.

Il velivolo del volo ET302 è precipitato poco dopo esser partito dall’aeroporto in Etiopia.
Dalle indagini sulle scatole nere è emerso che la colpa è del nuovo sistema anti-stallo MCAS, montato pochi mesi prima sull’aereo.

Come se non bastasse, in Indonesia nell’Ottobre dello scorso anno, un altro Boeing 737 Max si è schiantato al suolo portando la morte a 189 persone, per via dello stesso motivo.
L’azienda si è dichiarata a conoscenza di un problema a bordo del suo velivolo Max 8.
Il sistema di sicurezza posto nella cabina di pilotaggio era infatti disattivato in entrambi gli incidenti.

Boeing era a conoscenza dell’allarme del MCAS disattivato

L’azienda non ha calcolato qualche errore di calcolo nel progettare il sistema MCAS. Questa “leggerezza” è costata però a Boeing milioni di dollari di perdite. 
Tale svista sembra esser derivante dalla rivalità con la compagnia Airbus. Infatti quest’ultima, aveva appena rilasciato il nuovo modello A320Neo in grado di ridurre i consumi del 15%.

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Considerato l’enorme successo riscontrato dalla vendita di tale modello, Boeing deve aver spinto l’acceleratore sulla produzione del suo Max 8. Nel realizzarlo ha effettuato modifiche ai propulsori che hanno portato però uno sbilanciamento del baricentro del velivolo.

Con tale modifica si sarebbe risparmiato il 13% di carburante. Di contro si è reso necessario l’intervento di un nuovo sistema anti-stallo (il famoso MCAS incriminato) per bilanciare il nuovo assetto.

Tali modifiche sembrano non essere state comunicate tempestivamente alle compagnie partner di Boeing. Inoltre pare che i piloti abbiano tentato delle manovre disperate per recuperare il controllo dell’aereo, ma il computer di bordo non rispondendo ai comandi, ha impedito loro di riprendere quota, portando inevitabilmente allo schianto il velivolo.