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Si prospettano ulteriori rinvii nell’ambito della truffa che ha raggirato i risparmiatori di cinque banche tra le più importanti in Italia. Unicredit, Banco BPM, Monte dei Paschi, Banca Aletti e Intesa Sanpaolo sono infatti risultate coinvolte attivamente nella cosiddetta “truffa dei diamanti”, che ha portato moltissimi correntisti a investire su un bene molto meno sicuro di quanto venisse loro prospettato, e il perché lo spieghiamo ora.

Truffa dei diamanti: il raggiro (quasi) perfetto

Due società di rivendita dei diamanti, la IDB (Intermarket Diamond Business di Milano) e la DPI (Diamond Private Investment di Roma) hanno coinvolto le cinque società bancarie su citate nell’attuare una truffa ai danni dei loro clienti.

Inizialmente le due società nel mercato dei diamanti dovevano solamente esporre materiale pubblicitario nelle filiali degli istituti di credito. In realtà, attraverso precisi accordi tra i dirigenti delle rispettive parti, le banche diventavano il mezzo attivo di promozione per indurre i risparmiatori ad investire su un bene che veniva presentato loro come sicuro e molto profittevole.

I dati forniti a supporto di questa tesi mostravano percentuali di guadagno che superavano il 3-4% annuo, più di qualsiasi titolo di Stato. I clienti non potevano sapere che queste quotazioni erano fortemente gonfiate rispetto a quelle reali, cosa di cui ci si sarebbe potuti accorgere andando a confrontare questi dati con le quotazioni a livello mondiale. Purtroppo, però, la maggior parte dei truffati corrispondeva a piccoli risparmiatori, che stavano investendo un gruzzoletto che il più delle volte era composto dai guadagni di una vita. Rei soltanto di non essere pratici, essi si sono fidati dei propri consulenti finanziari, cadendo nella trappola meschina tesa loro proprio da quell’istituzione che dovrebbe invece garantire la sicurezza dei risparmi.

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Al momento, sono così tante le domande di risarcimento presentare (superano abbondantemente quota 19.000) che la Procura di Milano si è vista costretta a posticipare l’udienza per decretare l’esito dell’analisi delle domande al 21 ottobre prossimo. Nel frattempo, per chi non l’avesse ancora fatto, sarà possibile inviare la richiesta di rimborso o restituzione del bene, anche nelle prossime settimane.