UniCredit abbandona Facebook e gli altri servizi che fanno capo al gruppo di Menlo Park, la piattaforma di messaggistica istantanea Messenger ed Instagram, concentrando la comunicazione della propria attività sui canali digitali proprietari, e quindi sul sito Internet ufficiale dell’istituto bancario in primis, ma anche ricorrendo ad altri mezzi quali messaggi di posta elettronica, chat, SMS e chiamate telefoniche.

A comunicarlo è stato lo stesso gruppo UniCredit Italia con un ultimo post pubblicato sui Social lo scorso venerdì:

“Valorizzare i canali digitali proprietari per garantire una comunicazione riservata e di alta qualità. In linea con questo impegno, UniCredit annuncia che a partire dal 1 Giugno non sarà più su Facebook, Messenger e Instagram“.

Unicredit abbandona Facebook, Messenger e Instagram, il motivo dell’addio

“Prendiamo le questioni di business ed etica piuttosto seriamente e abbiamo deciso di interrompere ogni interazione con Facebook perché riteniamo che il Social non si stia comportando in modo etico ed appropriato. Il gruppo non sta utilizzando Facebook per ordine impartito dal CEO e non lo farà fino a quando non avrà assunto un comportamento etico appropriato”, ha dichiarato qualche mese fa Jean Pierre Mustier, l’ad dell’istituto bancario.

Leggi anche:  Instagram: nuovi 007 social, la CIA recluta agenti in questo modo

Con ciò, Mustier avrebbe in particolar modo fatto riferimento al caso Cambridge Analytica: già mesi fa, infatti, UniCredit aveva interrotto gli investimenti pubblicitari su Facebook per verificare se, dopo lo scandalo che ha coinvolto il colosso di Menlo Park, questo fosse stato in grado di garantire un trattamento riservato dei dati.

Per chi non lo sapesse, lo scandalo Cambridge Analytica fa riferimento al caso scoppiato a marzo dello scorso anno, quando è emerso che l’omonima società britannica di consulenza politica, durante le elezioni presidenziali del 2016 e il referendum sulla Brexit, ha avuto accesso alle informazioni personali di oltre 80 milioni di utenti senza il loro consenso.

Facebook, dal canto suo, avrebbe già accantonato tre miliardi di dollari per far fronte alla maxi-multa imposta dalla Federal Trade Commission.