Nelle prossime settimane si potrà ancora inviare domanda di risarcimento, per chi non l’avesse ancora fatto, e vedersi riconosciuto il diritto ad essere rimborsati per la truffa dei diamanti.

Cinque istituti di credito del nostro Paese, infatti, hanno messo in moto un raggiro per defraudare i propri clienti, convincendoli ad investire nel mercato dei diamanti. Unicredit, Banco BPM, Intesa Sanpaolo, Banca Aletti e Monte dei Paschi, coadiuvate da due società di rivendita di questo bene – IDB e DPI – hanno indotto i risparmiatori a comprare diamanti aventi un valore di molto inferiore al prezzo di vendita.

I dettagli sulla truffa e gli ultimi aggiornamenti

I diamanti in questione, infatti, venivano presentati come un “bene rifugio”: il profitto derivante dal loro acquisto era considerato garantito, e le percentuali di guadagno superavano il 3-4% annuo, più di qualsiasi titolo di Stato.

In realtà, il valore era decisamente più basso rispetto al costo a cui gli investitori acquistavano i diamanti in questione: si parla di circa il 50-70% in meno. I clienti stipulavano il contratto totalmente ignari di queste indicazioni fasulle, rei solamente di non essersi rivolti ad esperti per confrontare le quotazioni mostrate con la media mondiale.

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Le banche, che inizialmente dovevano solo esporre materiale pubblicitario presso le proprie filiali, si arricchivano dalla vendita di questo bene soprattutto grazie ai numerosi adempimenti fiscali necessari a formalizzare il tutto. Oltre alle assicurazioni, alle certificazioni etiche e alle garanzie gemmologiche, gli istituti guadagnavano dalle percentuali sulla vendita e dai bonus riconosciuti dalle società ai singoli intermediari, che materialmente facevano “il lavoro sporco” nella frode.

Al momento la Procura di Milano, come detto poco innanzi, sta vagliando le richieste di rimborso per esprimersi poi, in maniera definitiva, il prossimo 21 ottobre 2019. Non essendo stato stabilito ancora un termine per presentare richiesta di rimborso ed eventualmente restituzione del bene (per chi aveva lasciato i diamanti in custodia alle due società), sarà ancora possibile avviare tale procedura nelle prossime settimane.