ricarica wireless come funziona

Ormai siamo affascinati così tanto dal concetto di ricarica wireless da volerla a tutti i costi implementata per tutti i nostri device. Smartphone, smartwatch e altri dispositivi si possono ricaricarsi restando a contatto con una basetta wi-fi. C’è di buono che è una tecnologia multipiattaforma, ovvero non è legata ad alcun brand, ma è comunque un sistema che presuppone di lasciare il proprio device appoggiato su qualcosa.

Ma la ricerca nel comparto Telco cerca sempre d’innovare i vari sistemi, e sembra che un team di ricercatori del MIT e dell’Università di Madrid siano riusciti a usare le ricariche wireless anche a distanza di diversi metri. La chiave del successo è nella creazione di supporto ultra sottile e flessibile in grado di trasformare le onde elettromagnetiche in una fonte energetica capace di alimentare e ricaricare il dispositivo.

Ricarica wireless senza più contatto con una Rectenna

La capacità di ricarica senza contatto è dovuta alle antenne rettificanti, altrimenti battezzate rectenne, che sono in grado di trasformare le onde elettromagnetiche in energia elettrica. I prototipi attuali, però, sono troppo acerbi e difficili da utilizzare per una produzione di massa. Per questo, gli scienziati statunitensi e spagnoli hanno realizzato le rectenne con dei materiali semiconduttori innovativi. Materiali in grado di convertire in energia il 30% delle onde elettromagnetiche catturate sulla banda da 2,4 e da 5 Gigahertz.

Leggi anche:  iOttie: ricarica rapida wireless e compatibile con la tua auto

Ma il team di ricercatori va oltre il mondo della telefonia, e pensa che le nuove antenne rettificanti potrebbero trovare utilizzo in ambito medico, nella realizzazione di gastroscopi o endoscopi “portatili”. Oppure potrebbero alimentare pacemaker di nuova generazione che funzionino senza batteria o con batterie ricaricabili a distanza.