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E’ ormai passato più di un mese da quel maledetto Mercoledi 10 Marzo, in cui un Boeing 737 Max della Ethiopian Airlines con 157 persone a bordo è precipitato dopo solo sei minuti dal decollo.

Sembra ormai chiaro che il primo imputato per l’incidente sia il sistema MCAS (Maneuvering Characteristics Augmentation System), un sistema che serve per evitare che l’aeroplano vada in stallo. Moltissime le somiglianze con un altro incedente accaduto sul volo JT610 solo pochi mesi prima, nel quale persero la vita altre 189 persone.

Le autorità etiopi hanno scoperto che il sistema MCAS, che si attiva intervenendo sull’assetto della coda era configurato in modo che il muso fosse picchiato.

Analizziamo le cause dell’incidente

Dopo soli sei minuti dal decollo dall’aeroporto di Addis Abeba, il pilota in comando, avvertendo dei problemi nel controllo dell’aeromobile, aveva richiesto il permesso per un aumento di quota. Tutto questo nella speranza di poter intervenire in tempo in caso di problemi. Sulle scatole nere sono infatti registrate le conversazioni integrali che il pilota ha avuto con l’ente ATC pochi minuti prima dello schianto.

Il sistema anti-stallo dovrebbe avere il ruolo di aiutare il pilota nel mantenere l’assetto dell’aeromobile in posizione corretta, ma questa volta si sarebbe dimostrato letale. Non è stato infatti possibile per il pilota riprendere in controllo manuale l’aeromobile, nonostante i vani tentativi siano durati 6 minuti.

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Su Boeing 737 Max questo sistema era tuttavia necessario. Per garantire un risparmio di carburante del 13% infatti, i motori impiegati sono stati sovra-dimensionati. A questo si unisce poi un posizionamento più alto rispetto alle ali. Questo per forza di cose causa una modifica del baricentro tale da rendere complicato mantenere il muso in posizione corretta, specialmente in decollo e atterraggio.

Il futuro di Boeing dopo l’incidente

Per non lasciare a terra i numerosi aeromobili del produttore americano, sembrerebbe che la FAA (Federal Aviation Authority) abbia approvato degli aggiornamenti provvisori al sistema MCAS, che uniti ad uno specifico corso per il personale, lo renderebbero “sicuro”.

In contrapposizione a queste dichiarazioni arrivano però numerosi blocchi agli spazi aerei per il 737 Max, che al momento hanno portato l’Azienda Americana ad un buco da ben 1.4 Miliardi di dollari. A questa cifra si aggiungerebbe quella dei risarcimenti per le famiglie delle vittime.

Anche la compagnia Air Italy, l’unica italiana con il 737 in flotta ha deciso di lasciarlo momentaneamente a terra in attesa di futuri aggiornamenti.