Gli istituti bancari Unicredit, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Banca Aletti e Monte dei Paschi sono risultati coinvolti in una truffa ai danni dei risparmiatori. L’indagine, portata avanti dalla Procura di Milano, ha determinato il sequestro preventivo di ben 700 milioni di euro e il fallimento di due aziende sul mercato dei diamanti.

La truffa in questione, definita “dei diamanti” proprio dal tipo di merce che ne è stato protagonista, è partita dal tentativo di due società – la IDB (Intermarket Diamond Business) e la DPI (Diamond Private Investment) di stringere un accordo di tipo pubblicitario con le banche, che avrebbero avuto il compito di esporre nelle filiali materiale informativo. Questo accordo iniziale si è trasformato in breve tempo in una ghiotta occasione per far soldi, sia per le due società, sia per le banche coinvolte.

La truffa e il suo epilogo

Le parti infatti avevano messo a punto un raggiro per convincere i risparmiatori a investire sui diamanti, mostrando loro percentuali di profitto decisamente maggiori della realtà. Il guadagno medio annuo poteva superare il 3-4%, più di qualsiasi titolo di Stato, e i clienti non volevano lasciarsi sfuggire un’occasione del genere, finendo dritti nella trappola.

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Il numero di truffati è salito a quasi 20.000 clienti, che hanno acquistato i diamanti ad un prezzo del 50-70% superiore al loro valore di mercato, convinti di fare un buon investimento per il futuro. Inoltre, a parte gli introiti derivanti dalla vendita dei diamanti, gli istituti bancari guadagnavano profumatamente su tutte le commissioni, assicurazioni, verifiche etiche e gemmologiche di cui andava corredato l’acquisto.

Al momento è prevista la calendarizzazione delle udienze che permetteranno ai truffati di veder riconosciuti i propri diritti. La Procura sta lavorando incessantemente per garantire il risarcimento alle vittime, attingendo soprattutto dai 700 milioni sequestrati preventivamente.