Non è decisamente un buon momento per alcuni istituti bancari. Dopo la scoperta della falla nei sistemi antiriciclaggio di Conto Arancio, in questi giorni si stanno anche dando disposizioni per le future udienze nell’ambito della cosiddetta “truffa dei diamanti”.

La frode ha visto il coinvolgimento di oltre 19.000 vittime (stando agli ultimi bilanci), due società di rivendita dei diamanti e ben 5 tra gli istituti bancari di maggior autorità sul suolo italiano, ossia Unicredit, Banco Bpm, Intesa Sanpaolo, Monte dei Paschi e Banca Aletti.

Le dinamiche della truffa e la risoluzione

A dare inizio al raggiro le due società che si occupavano della compravendita di questo bene, la IDB (Intermarket Diamond Business di Milano) e la DPI (Diamond Private Investment di Roma). Se l’accordo iniziale con le banche prevedeva soltanto che le filiali esponessero materiale informativo e pubblicitario, successivamente sono diventate parte attiva nel processo di truffa ai danni dei propri clienti.

Gli investitori, infatti, venivano convinti all’acquisto dei diamanti proprio dagli operatori bancari di fiducia, che mostravano loro percentuali gonfiate dei margini annuali di guadagno. Il ricavo annuo, infatti, andava ben oltre il 3-4%, superiore quindi a qualsiasi titolo di Stato.

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I clienti erano quindi totalmente all’oscuro del reale valore di questi diamanti, che in realtà si aggirava attorno al 30-50% del prezzo a cui erano venduti. Senza contare poi i guadagni netti delle banche stesse in tutto questo processo, dal momento che l’acquisto doveva sempre essere sostenuto e corredato da una serie di documenti (assicurazioni, certificati etici e gemmologici), che facevano salire alle stelle il profitto degli istituti in questione.

La buona notizia è che, a seguito delle indagini della Procura di Milano, i controlli e gli accertamenti, è stata disposta la programmazione di una serie di udienze (a cominciare dai creditori e dai dipendenti delle due aziende, di cui DPI risulta già fallita mentre IDB è in fallimento) per poter fare giustizia e predisporre i risarcimenti.