Più di 10.000 clienti toccati dal raggiro passato alle cronache come “la truffa dei diamanti”, proprio dal tipo di merce rivenduta con modalità illecite e a prezzi gonfiati.

Tra le vittime, anche personaggi di spicco tra cui Vasco Rossi e Federica Panicucci, che si erano affidati ai propri intermediari bancari per operare un investimento oculato dei propri risparmi.

Le banche coinvolte nella truffa, ossia Unicredit, Intesa San Paolo, Banco Bpm, Monte dei Paschi e Banca Aletti, sono tuttora sotto indagine per accertare le loro responsabilità e le dinamiche con cui si è messa a segno questa vendita di diamanti.

Le aziende interessate, invece, sono due società di rivendita dei diamanti con sede a Milano e Roma, la IDB (Intermarket Diamond Business) e la DPI (Diamond Private Investment). Quest’ultima risulta già fallita.

Secondo la ricostruzione della Procura di Milano, le banche inizialmente dovevano solo esporre materiale pubblicitario nelle proprie filiali, in modo da mettere al corrente i propri investitori della possibilità di guadagnare dall’acquisto di questo bene.

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In realtà, esse si proponevano come intermediari per incentivare i clienti all’investimento in questo bene, mostrando indici di guadagno superiori al 3-4% annuo, nettamente al di sopra di qualsiasi titolo di Stato. Le percentuali erano estremamente gonfiate per convincere gli investitori a comprare.

Anche le banche riuscivano ad avere introiti ingenti: grazie a questa operazione, entravano nelle loro tasche diverse migliaia di euro per cliente. Questo perché, all’atto dell’acquisto, venivano stipulate assicurazioni sul bene e ogni altro servizio necessario a completare la compravendita.

Gli ultimi aggiornamenti

L’8 aprile si svolgerà un’udienza in cui si disporranno le operazioni per il processo di fallimento dell’altra società ancora in attività, la IDB. A seguito di ciò, si sceglierà se continuare con un processo civile o penale, a seconda delle esigenze del caso. Contestualmente, si parlerà delle disposizioni da attuare per il risarcimento degli oltre 10.000 clienti truffati.