Dopo un po’ di tempo dall’apertura del vaso di Pandora, che ha evidenziato importanti vulnerabilità nei sistemi di sicurezza del Conto Arancio, ancora permane il divieto della Procura di Milano nell’aprire nuovi conti correnti della società bancaria.

A seguito di una serie di accertamenti svolti dall’Antitrust, a partire dallo scorso ottobre fino a qualche settimana fa, sono state infatti messe in luce delle falle nei protocolli antiriciclaggio della banca, che hanno consentito ad alcuni malfattori di utilizzare i conti come deposito per il denaro illecitamente guadagnato.

Cos’è avvenuto e in cosa consiste la falla riscontrata

L’illecito consiste nel fatto che, per un periodo di tempo piuttosto consistente, alcune bande organizzate di truffatori si sono spacciate per venditori di servizi o beni materiali sui siti di e-commerce Amazon e Airbnb.

Con una scusa, i malviventi invitavano – o meglio, costringevano – i propri acquirenti a non utilizzare i canali ufficiali di pagamento dei due siti, bensì a ricorrere ad un bonifico bancario intestato direttamente all’iban delle carte incriminate.

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Di fatto, però, le merci acquistate o le case vacanza prenotate non venivano mai registrate come acquisto effettivo, e pertanto non venivano mai consegnate a chi aveva già pagato per quei beni e servizi.

Eludendo così il sistema certificato, i truffatori non sarebbero incorsi in alcuna problematica se i clienti poi avessero intentato qualche genere di ricorso, perché Amazon e Airbnb non avrebbero avuto alcuna responsabilità (poiché i clienti non avevano utilizzato le vie di pagamento garantite).

I nuclei di truffatori erano prevalentemente stranieri, ma utilizzavano la sezione italiana della Ing Group olandese proprio per sfruttare le vulnerabilità nei protocolli, e non essere scoperti.

Sulla vicenda sta ancora indagando la Procura di Milano, e la direttiva per impedire la creazione di nuovi conti (sottolineando che quelli già in essere non sono toccati da alcun tipo di provvedimento) resterà valida fino alla riparazione delle suddette falle nella sicurezza.