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Trent’anni e non sentirne il peso. Gli SMS sono una tecnologia che negli anni abbiamo sempre più considerato folklore delle telecomunicazioni, soprattutto con l’avvento della rete 3G e dei primi smartphone ricchi di app. Dati per finiti quando WhatsApp, Messenger e Telegram hanno avuto successo, nonostante tutto gli SMS rivestono ancora un ruolo molto importante nel tessuto sociale e industriale.

Sebbene nacquero nel lontano 1993, ancora nel 2013 Tim, Wind, Tre e Vodafone diffondevano appositi abbonamenti mensili che comprendessero gli SMS. Oggi ci sembra quasi assurdo parlarne alla luce delle chat iper veloci e immersive che abbiamo nei nostri smartphone. Ma la realtà è tutt’ora diversa.

 

Da WhatsApp, Telegram e Messenger per ritornare agli SMS

Proprio così, il titolo non è una mera esagerazione. Le applicazioni del calibro di WhatsApp, Messenger e Telegram sono le regine delle chat istantanee grazie anche all’invio di note audio, gif, video, foto ed emojii. Nonostante ciò, gli SMS garantiscono alcune caratteristiche inimitabili da qualsiasi app.

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Due punti a favore su tutti: sono una tecnologia semplice multipiattaforma e raggiungono i destinatari ovunque con un altissimo grado di certezza. Non importa che abbiate uno smartphone Android o un iPhone nelle vostre tasche: gli SMS non una tecnologia democratica che non privilegia nessuno.

Inoltre, non è importante che abbiate o no la connessione di rete, poiché gli SMS non ne hanno bisogno e potranno essere inviati con la certezza del loro arrivo al destinatario in ogni luogo del pianeta. Forse oggi nessuno scommette sull’uso di questa vecchia tecnologia, ma ma in pochi sanno che un’analisi redatta da Commify ha stabilito che 2/3 degli Europei utilizzano questi messaggi di testo. Allo stesso modo, tutte le comunicazioni di servizio e a scopo di marketing utilizzano ancora questo sistema.