Alcuni VIP italiani e persone comuni sono rimasti vittime della truffa dei diamanti da oltre 700 milioni di euro. Una truffa che, secondo un’indagine della Procura della Repubblica di Milano, coinvolge circa settanta indagati (cui il direttore generale del Banco Maurizio Faroni, concorso in truffa, autoriciclaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza), cinque banche e due società. I sequestri sono stati infatti disposti ai danni della Intermarket Diamond Business Spa, che operava attraverso istituti di credito quali UniCredit, Banco Bpm e Banca Aletti, e la Diamond Private Investment spa, che invece operava tramite l’Intesa SanPaolo e Mps.

Unicredit, SanPaolo e BPM: truffati diamanti per 700 milioni

Tutto ha inizio nel non 2012, quando la Intermarket Diamond Business e la Diamond Private Investment avevano avviato un’attività di vendita di diamanti per investimento facendo leva sugli istituti bancari sopra citati. Anzi, stando a quanto emerso dalle indagini, sarebbero stati addirittura i direttori bancari ed i consulenti finanziari a proporre ai clienti l’investimento, assicurando loro rendimento costante annuo di circa il 3 o il 4 per cento del capitale. E ancora, gli investitori (tra cui spiccano i nomi di VIP italiani, come Vasco Rossi, Simona Tagli e Federica Panicucci) avrebbero acquistato i diamanti a prezzi gonfiati rispetto a quelli reali e le quotazioni, che altro non erano che un listino prezzi, sarebbero state stampate e pubblicate a pagamento su un giornale economico.

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Per garantire la collaborazione degli istituto di credito coinvolti, le due società avrebbero concesso loro regali come viaggi e benefit, donazioni e investimenti per milioni in azioni delle banche stesse. Le banche, tuttavia, hanno tentato di difendersi sostenendo di essersi semplicemente limitate a far presente al cliente la possibilità di investire in diamanti, ottenendo da ciò solo «ricavi marginali».