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Non è un mistero che Huawei stia puntando al primo posto a livello globale come produttore di smartphone. Un obiettivo difficile sia perché dovrà combattere contro Samsung, l’attuale detentore dello scettro, partendo con un handicap non da poco ovvero essere tagliata fuori dal mercato statunitense. Se è vero che la compagnia sudcoreana fa fatica a vendere i propri prodotti in Cina quest’ultima ha comunque degli sbocchi mentre il colosso cinese si devi scontrare con il dissenso del governo americano tanto che nessuno dei vettori principali statunitense venderà uno smartphone Huawei.

 

Una questione di processori

Questo ostacolo non fermerà la compagnia nel raggiungere il proprio obiettivo e lo sappiamo già da diverse settimane ovvero da quando ha annunciato che quest’anno verranno spediti la bellezza di 250 milioni di smartphone; l’anno scorso era arrivata a 200 milioni. Ad un aumento del numero di unità corrisponde anche un aumento della produzione di processori, un processo affidato ai partner del colosso.

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I processori Kirin HiSilicon sono il fulcro della maggior parte degli smartphone della compagnia in aggiunta con quelli Honor. Per questo motivo, secondo un rapporto pubblicato da Digitimes, la produzione di quest’ultimi è stata aumentata e questo vuol dire un aumento degli investimenti nel settore. L’anno scorso Huawei ha speso ben 21 miliardi di dollari in processori mentre nel 2017 erano poco più della metà; quest’anno potrebbe raggiungere la soglia dei 30 miliardi.

Il top di gamma di quest’anno sappiamo che è il Kirin 980 ovvero un processore costruito con un processo a 7 nm. Quest’ultimo sta alimentando l’attuale serie Mate 20 e sembra destinato ad alimentare anche la P30 anche se negli scorsi mesi è comparsa la notizia che potrebbe venir presentata una variante leggermente più potente ovvero il Kirin 985.