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L’abbiamo visto all’anno scorso, Huawei non è esattamente la compagnia più amata dai governi, o comunque dagli enti governativi, occidentali. I primi ad aver posto dubbi sulla limpidezza delle azioni del gigante cinese sono stati gli Stati Uniti attraverso le maggiori agenzie di Intelligence e a seguire si possono citare il Canada, il Regno Unito, l’Australia e altri ancora. Nello stesso tempo però il pubblico sembra aver avuto un opinione diversa su questo brand, almeno dal punto di vista degli smartphone.

Tornando alla poca fiducia da parte dei governi, anche l’Europa ha iniziato a muovere dei passi concreti contro la compagnia la presenza sull’intero territorio. La Commissione europea, almeno secondo Reuters, sta prendendo in considerazione un divieto generale di utilizzo dell’apparecchiatura destinata alla costruzione dell’infrastruttura per la rete 5G; un azione molto simile a quella che è stata attuata dal governo statunitense che ha in tutti i modi cercato di disincentivare le collaborazione.

 

Sicurezza vs avanzamento tecnologico

Tra i primi ad aver mosso preoccupazioni in merito a questo possibile divieto c’è stata la GSMA ovvero un gruppo commerciale che rappresenta i diversi provider di reti wireless nel nostro continente. Per loro tagliare fuori il colosso cinese equivale a ritardare profondamente l’avanzamento tecnologico in merito alle reti di comunicazione. Qual è il problema? Come è stato espresso dai vari enti statunitensi, il rischio è che Huawei inserisca nella propria tecnologia diversi sistemi noti come “back doors” le quali potrebbe venir usate per entrare di nascosto nella rete per rubare dati e spiare.

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Negare l’accesso al mercato a Huawei sicuramente avrà delle ripercussioni sullo sviluppo della tanto discussa e aspettata rete 5G. Tale compagnia è il più grande fornitore al mondo nel campo delle reti wireless quindi l’effetto di tutto questo è praticamente scontato. Di sicuro la situazione si evolverà nelle prossime settimane.