dati-biometrici

Venerdì i difensori della privacy hanno vinto una vittoria cruciale, poiché la Corte Suprema dell’Illinois ha respinto un caso che avrebbe ridotto l’uso del riconoscimento facciale e di altri dati biometrici.

Passato nel 2008, il Biometric Information Privacy Act (o BIPA) dell’Illinois prevede un consenso per raccogliere i dati biometrici dai propri clienti, tra cui impronte digitali e modelli di riconoscimento facciale. La legge è diventata un punto critico per un certo numero di aziende tecnologiche che utilizzano il riconoscimento facciale come strumento per la raccolta dati, e sia Facebook che Google hanno affrontato cause legali per presunte violazioni del BIPA. Facebook ha spinto per rivedere alcuni decisioni legislative sulla legge in diverse occasioni, ma finora senza successo.

Il caso più recente viene da Six Flags, che avrebbe conservato le impronte digitali di un visitatore di 14 anni senza l’approvazione dei genitori. Contestando il caso, Six Flags ha sostenuto che non poteva essere ritenuta responsabile a meno che la parte offesa non dimostri che la società abbia preso queste informazioni senza autorizzazione, spesso un compito difficile nelle cause sulla privacy. In caso di successo, Six Flags avrebbe significativamente ridotto il potere del BIPA e reso molto più facile il riconoscimento facciale per aziende come Facebook e Google.

Leggi anche:  Facebook: addio alla raccolta di informazioni tramite gli annunci politici

Come funzionerà la legge d’ora in poi

Nell’Illinois, le imprese che raccolgono dati biometrici dovranno farlo con attenzione, secondo quanto detto dalla Corte Suprema, che afferma: “Qualsiasi spesa che un’azienda dovrebbe sostenere per soddisfare i requisiti della legge“, afferma la sentenza, “è probabile che sia insignificante rispetto al danno sostanziale e irreversibile che potrebbe verificarsi se i dati biometrici e le informazioni non verrebbero salvaguardati al meglio“.

La sentenza è stata accolta con molte approvazioni che venivano sia dai gruppi a capo della difesa della privacy dei consumatori sia da alcuni gruppi di imprese. La Electronic Frontier Foundation ha applaudito la sentenza, definendola una cruciale vittoria per la privacy. “Poiché la raccolta, l’uso e la condivisione di dati biometrici diventano sempre più diffusi e invasivi ogni anno, e diventa più importante che icittadini possano rifarsi ad azioni legali richiamando il diritto previsto dal BIPA per proteggere la loro privacy“, ha scritto il gruppo in un post.

La Camera di commercio dell’Illinois ha dato però una risposta diversa. “Temiamo che la decisione odierna aprirà le porte per futuri contenziosi a scapito della salute commerciale dell’Illinois“, ha detto il gruppo in una nota.