uber

Secondo il quotidiano texano Austin American Statesman, il diciannovenne Luca Mangiarano è stato accusato ieri di rapina dopo essersi presentato in una banca BBVA Compass sulla Austin’s Sixth Street e aver minacciato il cassiere. E’ stato già catturato, comunque, perchè il ragazzo pensava di poter scappare con uno scooter elettrico.

La polizia di Austin ha contattato Uber, la compagnia che ha reso affittato lo scooter al ragazzo, venendo quindi a sapere nome, l’indirizzo e il numero di carta di credito di Mangiaran. La polizia è stata in grado di verificare ulteriormente la connessione di Mangiarano rintracciando lo scooter nella scena del crimine all’esterno del suo appartamento, nonché utilizzando i dati dell’operatore telefonico per sapere dove il ragazzo si trovasse al momento della rapina.

 

Uno scooter per fuggire

Quindi, anche se non è la mossa più intelligente portarsi dietro uno scooter elettrico affittato da Uber per commettere un reato, il fatto fa pensare. Innanzitutto, bisogna ragionare sul fatto che la polizia ha avuto libero accesso per verificare la posizione, il nome e il numero di carta di credito. In secondo luogo, rintracciare una persona tramite l’operatore telefonico fa pensare che in ogni caso sia la comapgnia che emette il servizio sia la polizia potrebbe monitorare gli spostamenti di chiunque.

Leggi anche:  Xiaomi presenta Mi HIMO T1, scooter elettrico con 120 Km di autonomia

Ovviamente, in questo caso, Uber ha dichiarato di aver condiviso le informazioni solo perchè si trattava di una rapina in banca ed esistevano molte riprese che ritraevano il ragazzo avvicinarsi nei dintorni. La notizia è trapelata dopo un’attenta analisi che ha visto coinvolto molte società di rent. Infatti, molti pensano che ormai il livello di monitoraggio dei dispostivi affittati sia così alto che ormai i cirminali vengono scoraggiati dal commettere reati per paura di essere rintracciati subito dalle forze dell’ordine.