AGCOM multa Fastweb e Vodafone

L’AGCOM torna all’attacco e questa volta ha preso di mira Fastweb e Vodafone. Gli operatori telefoni sono stati accusati di mancata trasparenza tariffaria e per questo motivo multati per 87.000 euro. Entrambi hanno violato la delibera n. 252/16/CONS che impone ad adottare specifici obblighi di trasparenza e pubblicità.

Tutto finalizzato ad assicurare a consumatori e utenti un accesso agevole a informazioni trasparenti, comparabili, adeguate e aggiornate in merito ai costi e alle condizioni di accesso e di uso dei servizi di offerti. Tutto questo non è stato fatto da Fastweb e Vodafone che sono finiti nel mirino di AGCOM che li ha obbligati a rimediare a queste mancanze.

 

AGCOM multa Fastweb e Vodafone: la loro non è stata proprio trasparenza tariffaria

Nello specifico è emerso che le pagine “Trasparenza tariffaria” del sito aziendale della società Fastweb S.p.A., nelle sezioni dedicate alle offerte rivolte alla clientela privati e utenti business, consultate in data 5 aprile 2018, non rispettavano tutte le prescrizioni dell’art. 4 della delibera n. 252/16/CONS.

La home page non presentava il collegamento alla pagina denominata “trasparenza tariffaria” contenente l’elenco delle offerte vigenti utilizzate dalla propria clientela e corredato delle informazioni specificamente richieste. Informazioni, seppure in parte, presenti in una pagina poco evidenziata.

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Erano omessi i collegamenti ipertestuali in relazione alle offerte vigenti e le informazioni in merito ai costi di attivazione, disattivazione/recesso. A questi si aggiungono l’assenza delle modalità di calcolo di detti costi e di tutti gli elementi che li compongono. Sia per l’utenza aziendale che per quella finale.

Vodafone ha fatto praticamente lo stesso, omettendo alcune offerte di rete fissa per le piccole e medie aziende nella sezione “Trasparenza tariffaria” mentre per le offerte di linea mobile per utenti privati e di linea fissa e mobile per le aziende non venivano riportati i costi di attivazione e disattivazione/recesso.

Erano assenti anche i costi di attivazione delle offerte di rete fissa per utenti privati e la descrizione riassuntiva dei relativi calcoli di questi costi. Queste violazioni sono state risolte grazie all’AGCOM che ha obbligato sia Fastweb che Vodafone a correggere le mancanze.