chernobyl

Chernobyl non è un nome che si dimentica. Al di là dei film e delle Serie TV viene ricordato come l’epicentro del peggiore disastro naturale della storia dell’uomo. Nella notte del 26 aprile 1986 il Reattore 4 ha rilasciato una grande quantità di agenti chimici contaminanti per l’atmosfera e le zone adiacenti la cittadina ucraina. Con le immagini dei droni abbiamo appreso la portata di un cataclisma che dalla zona centrale si è spostato fino alla lontana Foresta Rossa, così ribattezzata dopo la scoperta di una concentrazione di radiazioni elevata.

Ad anni di distanza alcuni documenti segreti hanno confermato l’iniziale teoria della cospirazione avvenuta ad opera dell’organo politico collegiale del Paese riunito nel Politburo. Le rivelazioni sono scioccanti.

 

Chernobyl è un cimitero di grandi proporzioni: documenti svelano la vera portata dell’incidente

Esiste un limite ben definito per la tolleranza alle radiazioni. Entro un certo range il corpo umano e la vegetazione rispondono bene agli stimoli negativi. Superata una certa soglia gli effetti devastanti non tardano ad arrivare.

Con lo scopo di cautelarsi di fronte all’isteria di massa gli enti nazionali ucraini hanno deciso di ritoccare i valori a monte della scala di pericolosità. Gli effetti dell’esposizione alle sostanza tossiche sono stati ritoccati volutamente facendo apparire il disastro meno grave del previsto.

La riorganizzazione del database descrittivo ha dunque rimodulato le conseguenze facendo credere al mondo intero di trovarsi di fronte ad un rischio relativamente scarso. Resta il fatto che, nei decenni, nessuna forma di vita è riuscita a prosperare in un habitat inaccessibile a vita umana.