radiazioni

Il 2018 è stato senza dubbio l’anno dell’inchiesta sugli smartphone: proprio durante gli scorsi mesi un’ondata di paura aveva invaso i social network e i vari forum. Il motivo? Le radiazioni emesse dagli smartphone e la paura che queste potessero nuocere la salute degli utenti in modo irreversibile. Per fortuna, a sollevare il morale delle persone e a calmare le acque sono intervenuti diversi istituti: tra questi anche l’AIRC che si è impegnata a pieno per colmare ogni dubbio.

Radiazioni smartphone: i cellulare in questa lista vanno evitati?

A far scoppiare l’ondata di paura è stata una classifica diffusa online che riportava i valori SAR di diversi modelli di smartphone: Xiaomi, iPhone, Huawei e così via. Partendo dal presupposto che i valori SAR (Tasso d’assorbimento specifico) indicano con quanta velocità l’energia viene assorbita dal corpo umano, questi riportati sono tutti a norma. Cosa significa? Semplicemente che sono sicuri poiché, in Europa, è stato fissato un limite per salvaguardare la clientela e che ammonta a 2 watt per chilogrammo. 

Inoltre, come hanno spiegato diversi scienziati, le onde emesse dagli smartphone sono di tipo non ionizzato e ciò implica che:

  1. non possono creare mutazioni del DNA (al contrario dei raggi X e Gamma);
  2. l’unico effetto contrario è il possibile riscaldamento dei tessuti muscolari.

Nonostante ciò, questo ultimo punto può essere sviato utilizzando semplicemente delle cuffie in fase di chiamata e non tenendo il telefono sempre a contatto con il corpo.

La lista incriminata

Per trasparenza, vi riportiamo la lista di smartphone che ha causato scalpore:

  • Xiaomi Mi A1: 1,75W
  • OnePlus ST: 1,68W
  • Huawei Mate 9: 1,64W
  • Nokia Lumia 630: 1,51W
  • Huawei P9 Plus: 1,48W
  • Huawei GX8: 1,44W
  • Huawei P9: 1,43W
  • Huawei Nova Plus: 1,41W
  • OnePlus 5: 1,39W
  • Huawei P9 Lite: 1,38W
  • iPhone 7: 1,38W
  • Sony Xperia XZ1 Compact: 1,36W
  • iPhone 8: 1,32W
  • ZTE Axon 7 Mini: 1,29W
  • iPhone 7 Plus: 1,24W