truffe online BNL Unicredit SanPaoloUltimamente spopolano le truffe Unicredit, BNL e Sanpaolo. Perché? Siamo a Natale e, come dice il detto, “siamo tutti più buoni”. Tranne gli hacker, loro non finiscono mai di stupirci. Mettono a punto dei veri e propri raggiri organizzati con lo scopo di estorcere informazioni utili per entrare nei conti correnti delle banche. Gli bastano username e password. Come li ottengono? Con l’inganno.

 

Truffe in banca: come raggirano gli utenti Unicredit, BNL e Sanpaolo

C’è un motivo se sono proprio queste le banche che vengono più colpite: vanno per la maggiore. La probabilità che abbiamo aperto un conto con uno di questi istituti è alta. Ma non sempre è così. Si conferma che si entra nel giro delle truffe quando, inspiegabilmente, riceviamo un messaggio sospetto che ci informa di un problema con il profilo anche se non abbiamo mai avuto a che fare con l’ente.

Oltre questo c’è un modo altrettanto efficace per capire che stiamo per essere truffati. Lo si capisce dai messaggi, spesso ascritti in un italiano molto discutibile. Chiari errori grammaticali e sintattici sono il primo campanello di allarme. A tutto ciò sommiamo poi il contenuto del testo, che suona vagamente come una minaccia. Cosa viene riportato in genere?

  • conto sospeso
  • IBAN bloccato
  • dati incongruenti
  • carta di credito non utilizzabile
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Queste sono le indicazioni riportate in genere in messaggi che si rivelano poi dei chiari tentativi di phishing, SMiShing e pharming, tutti sinonimi per dire truffa (bella e buona).

Oltre al testo si indica generalmente anche un link fraudolento che ci dirotta verso una pagina Internet falsa in cui c’è un modulo da compilare con i propri dati. Se lo si riempie si concede la possibilità all’hacker di entrare nel nostro account e prelevare a più non posso fino al planfond.

Ecco alcune regole base e di comportamento:

  1. Banche e Poste non comunicano via SMS, email o altro mezzo pubblico non ufficiale
  2. I dati non vanno rettificati (spesso vengono cambiati dalla banca secondo esigenza, come nel caso degli IBAN)
  3. Il vostro ente non può bloccare conto o carte di credito/debito senza consenso e/o previa comunicazione informativa sul profilo ufficiale (identificazione con credenziali attendibili)
  4. cancellare il messaggio
  5. non aprire il link
  6. chiamare direttamente la vostra banca o usare i social per chiedere informazioni sulla comunicazione in entrata
  7. segnalazione del mittente alle autorità