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Non è una novità, le vendite degli smartphone Samsung sono state pessime quest’anno, relativamente parlando, ma soprattutto visto la necessità di rimanere il primo produttore al mondo. Le ammiraglie del 2018, i Galaxy S9, non hanno conquistato il pubblico e questo ha fatto suonare diversi campanelli d’allarme. Nello stesso periodo i mid-range non hanno convinto per via del costo troppo alto per l’effettiva offerta proposta.

Quest’ultima fascia riesce comunque a resistere per una pura questione di nome del marchio. Gli smartphone di fascia media e bassa sono spesso presi da chi non si interessa particolarmente del dispositivo che ha in mano, ma avere qualcosa con un nome riconosciuto come Samsung da sicurezza. In ogni caso il colosso sudcoreano deve ringraziare gli altri settori per avere salvato un anno potenzialmente disastroso.

 

Display OLED e processori Exynos

La quasi totalità degli smartphone di Samsung sfruttano un processore Exynos e questo di conseguenza la rende anche il produttore di processori mobile primo al mondo. Da poco ha iniziato anche a permettere alle altre compagnie di sfruttarli e questo ha fatto crescere la produzione, ma non è neanche questa la gallina dalle uova d’oro in quanto si tratta di un mercato ancora limitato.

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La vera risorsa del 2018 per Samsung sono i pannelli OLED. Giusto per fornire un dato al volo tra luglio e settembre la compagnia ha prodotto il 93,3% dei display OLED usati per gli smartphone a livello globale. A livello di pannelli LCD la quota del Q3 è del 38,9%, comunque alta, ma visto che la richiesta si sta spostando verso l’altra tipologia di display allora le previsioni sono ancora più rosee.

Quantificando, nel terzo trimestre dell’anno Samsung ha avuto profitti per 10,8 miliardi di dollari nel settore degli smartphone e di questi il 61,1% è arrivato dalla vendita di display.