Samsung è stata vittima di alcune polemiche durante l’evento di lancio del Galaxy A8 all’inizio di questa settimana. La società aveva annunciato che avrebbe stretto una partnership con il noto marchio di moda Supreme per una sorta di collaborazione.

Quello che ha causato la polemica, però, è che la partnership non ha coinvolto l’autentica etichetta Supreme di New York, ma Supreme Italia. Quest’ultimo è un “falso legale” che esiste in Italia grazie ad una serie di scappatoie del diritto di proprietà intellettuale.

Samsung sta rivalutando la sua scelta

In poche parole, Supreme NYC non ha l’autorizzazione per vendere e commercializzare in Cina. Tuttavia, sembra che la società tecnologica sudcoreana stia riconsiderando i suoi piani. I fan di Samsung e gli amanti di Supreme New York sono infatti rimasti delusissimi dall’annuncio, tanto da far rivalutare alla società le sue scelte.

Il manager del marketing digitale di Samsung, Leo Lau, ha inizialmente difeso la partnership. Dopo una serie di critiche su Weibo, la società ha annunciato ufficialmente di “rivalutare” la propria posizione sull’accordo. Lau ha affermato che, recentemente, la compagnia ha annunciato – in occasione del lancio del Galaxy A8 – che coopererà con Supreme Italia nel mercato cinese. La società sta ora rivalutando questa cooperazione e si rammarica profondamente per l’inconveniente causato.

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Tuttavia, non c’è nulla che impedisca a Samsung di vendere i suoi articoli in collaborazione con Supreme Italia in Cina, in quanto Supreme NYC non è effettivamente autorizzato a commercializzare i suoi prodotti in quel paese. Tutto ciò metterebbe Samsung in cattive luce agli occhi dei consumatori, che hanno accusato più volte la società di prendere in prestito design e caratteristiche di altri produttori di smartphone.