telecamere di videosorveglianzaNella sfera personale e professionale le telecamere di videosorveglianza rappresentano un valido supporto alla supervisione degli ambienti. Scegliere i supporti adeguati e configurarle opportunamente fa la differenza tra una proprietà protetta ed una sottoposta a furti ed atti di vandalismo. Vi spieghiamo come scegliere e configurare il sistema.

 

Risoluzione telecamere di sorveglianza

Uno degli aspetti fondamentali quando scegliamo un impianto di videosorveglianza è la risoluzione. Quanto meno è opportuno scegliere una camera da 720p HD o ancora meglio una 1080p.

La scelta, in questo caso, è condizionata oltre che dalla qualità anche dal server di supporto. Una 1080p genera fotogrammi più definiti ma anche più pesanti in termini di dimensioni. Scegliere una cam Full HD non è un problema su server locale ma può esserlo in caso di stoccaggio remoto.

Un flusso dati 720p genera almeno 800 kbps (0,8 Mbps) di banda in upload che salgono a 1,3 Mbps o addirittura 4 Mbps per una 1080p a seconda delle impostazioni scelte. Una semplice connessione ADSL è quindi inadeguata a trasmissioni Full HD su server cloud.

Se abbiamo la Fibra non è un grosso intoppo, ma si consideri che se si hanno più telecamere che trasmettono allo stesso tempo il valore va moltiplicato per il numero di output stessi (ad esempio, 4 fotocamere con setting massimo corrispondono a ben 16 Mbps di banda utilizzata). Più telecamere, meno banda disponibile per navigare in Internet.

 

Registrazione locale

Si può pensare quindi di accantonare l’idea di un cloud system a favore di un NAS con archiviazione locale. Ottima idea se si vuole l’accesso diretto alle registrazioni. Lo spazio del NAS è limitato alla capacità dell’hard disk ed è necessario eliminare i record più vecchi per fare spazio ai nuovi file.

In fase di acquisto del proprio sistema si deve controllare bene che il NAS si integri perfettamente al nostro ecosistema di sorveglianza. Avere telecamere di diverse produttori può costituire un problema di integrazione importante. Synology ha risolto il problema mettendo da parte la necessità di prevedere apparecchiature multiple ed indipendenti.

 

Compatibilità ed interoperabilità

ONVIF (Open Network Video Interface Forum) è un’associazione che promuove la compatibilità tra apparecchiature eterogenee si sorveglianza basata su protocollo di comunicazione IP.

Le telecamere IP ONVIF si possono usare in un sistema completamente diverso da quello previsto dal costruttore. In tal caso si parla di piena interoperabilità, ossia di uno standard unico sinonimo di compatibilità.

La stessa Synology usa questo sistema di comunicazione che mette d’accordo sistemi di produttori differenti. Un semplice pannello di controllo definisce il vendor ed il tipo di fotocamera compatibile. Praticamente ogni telecamera IP ad oggi disponibile offre supporto al sistema ONVIF universale.

 

Rete e QoS

Se si volesse installare un sistema con più telecamere in ufficio, in azienda o nel proprio appartamento è consigliabile segmentare la rete usando le Virtual Lan (VLAN). In tal modo le telecamere si garantiscono un quantitativo minimo di banda (QoS) che evita situazioni di congestione e malfunzionamento che possono portare alla mancanza di porzioni di video.

Possiamo farlo, se non già attivo, attraverso un aggiornamento firmware che protegge la rete locale e maschera altri dispositivi connessi in rete che si rendono invisibili al sistema di ripresa. La maggior parte dei modem e dei router oggi in commercio offrono l’uso della VLAN. Controllate le impostazioni del vostro web server.

In secondo luogo si consiglia l’uso di interfacce Gigabit Ethernet per l’instradamento dei pacchetti su rete locale. Scegliere cavi idonei i Categoria 6-e garantisce stabilità e basse interferenze radio.

 

Telecamere Wireless IP

Se non si ha la possibilità di accedere alle telecamere via cavo la migliore soluzione resta il WiFi LAN. Tale collegamento rappresenta l’unica alternativa. Il linking al sistema è semplice e funziona come per qualsiasi altro dispositivo senza fili (come uno smartphone). Si individua al rete e si associano le telecamere al router o al range extender per aumentare la portata della connessione anche al di fuori del proprio appartamento o ufficio.

Con applicazioni come Fing individuiamo gli indirizzi IP privati delle telecamere ed effettuiamo il Ping di verifica. Otteniamo una risposta e siamo certi che la telecamera è in ascolto sul canale radio predefinito. Latenze da oltre 100ms individuano un problema: la telecamera non riceve i dati velocemente e potremmo perdere dei pacchetti. Dalla sopra citata applicazione verifichiamo che il ritardo sia entro il range dei 50ms.

 

Accessibilità e sicurezza

Una telecamera IP qualsiasi non deve essere mai raggiungibile da IP pubblico. Utenti esterni alla rete non devono essere in grado di controllare il sistema. L’ideale è configurare una VPN per accedere in sicurezza ai dati senza passare direttamente dal server cloud della compagnia.

Falle specifiche individuate nelle telecamere dei produttori hanno inoltre messo in evidenza la necessità di aggiornare il firmware per chiudere le porte aperte sul canale di comunicazione da e verso il router principale.

In linea generale occorre:

  • proteggere il pannello di amministrazione con password
  • chiudere le porte aperte al router con VPN
  • accedere al cloud del costruttore in alternativa alla rete locale