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Sono settimane di fuoco quelle che riguardano la sicurezza degli smartphone: più volte si è parlato dell’insorgenza di cancri a seguito di un uso troppo frenetico, ma cosa c’è di vero?

Sebbene l’Associazione per la ricerca contro il cancro abbia tranquillizzato i consumatori assicurandoli che non esiste una vera e propria corrispondenza fra i due fenomeni, alcuni esperimenti hanno condotto ad un altro risultato. Quello che vi stiamo per riportare non deve preoccuparvi poichè gli scienziati hanno assodato che è una situazione estrema e che per l’uomo è poco probabile.

Dieci anni di studi ed il loro risultato

Gli studi a cui ci stiamo riferendo sono durati ben 10 anni ed hanno visto come soggetti interessati dei topi di sesso maschile. Durante la gestazione delle madri, i topi sono stati esposti a radiazioni, influenzando la loro crescita embrionale. Dopo questa prima fase l’esperimento è stato messo in pausa fino a quando i soggetti interessati non hanno raggiunto la quinta settimana di vita. A partire da quella data, i topi sono stati esposti ad un carico elevato di radiazioni per due anni, 9 ore al giorno, tutti i giorni. Al termine di questo periodo, le cavie hanno presentato delle forme tumorali, spingendo gli studiosi ad asserire che:

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Riteniamo che il legame tra le radiazioni a radiofrequenza e i tumori nei ratti maschi sia reale“. “Il 5G è una tecnologia emergente che non è stata ancora definita. Da quello che attualmente capiamo, probabilmente differisce notevolmente da quello che abbiamo studiato.”

C’è da precisare che questi effetti non possono essere paragonati all’uso che l’uomo fa di questi devices in quanto è improbabile che qualcuno passi 9 ore al giorno in chiamata, per due anni di seguito.