Facebook e Google accusate

Il rispetto della privacy è una questione sulla bocca di tutti ultimamente. E non potrebbe essere altrimenti dopo lo scandalo di Cambridge Analytica, che ha portato Facebook ad essere sottoposto a pesanti accuse e controlli con gli utenti che sembrano generalmente più consapevoli (e preoccupati) del fatto che le loro informazioni sensibili non sono riservate.

Informazioni che riguardano la propria persona, la posizione e gli interessi. Naturalmente, aziende come Facebook e Google utilizzano pesantemente queste informazioni al fine di indirizzare i loro annunci a monetizzare al meglio i loro contenuti. Pertanto, accuse o no, sono pratiche ricorrenti.

 

Facebook e Google registrano sempre la posizione dei loro utenti, anche quando non dovrebbero

Di recente sono state presentate proprio due cause legali collettive contro Facebook e Google. Entrambe le class action affermano che le aziende si impegnano in pratiche ingannevoli, lasciando credere agli utenti che hanno disattivato il tracciamento della posizione che questi dati non vengono più invitati.

Peccato perché in realtà i dati sulla posizione vengono raccolti in segreto. L’azione legale contro Facebook afferma che, anche se un utente si disconnette dalla cronologia delle posizioni all’interno delle impostazioni sulla Privacy dell’applicazione, il social raccoglierà comunque delle posizioni stimate analizzando gli indirizzi IP e i dati locali Wi-Fi.

L’accusa continua insistendo che, per conoscere il tipo di dati che l’azienda ha su qualcuno, bisogna scaricare il loro archivio come vi abbiamo spiegato tempo fa in questo articolo e scavare attraverso una serie di cartelle nascoste. E In queste cartelle si può vedere che Facebook ha raccolto dati sulla posizione.

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Tuttavia, il social network in blu non è disposto a fare marcia indietro perché la società è convinta che le sue pratiche siano ben spiegate nella sua politica sui dati. L’azione legale contro Google non riguarda attività segrete ma critica la società per pratiche ingannevoli con le sue impostazioni sulla privacy.

Se entrate nella vostra pagina con le attività di Google e disattivate la cronologia delle posizioni, verrà visualizzato un messaggio per informarvi che se questa impostazione è disattivata non sarete in grado di usufruire dei vantaggi della cronologia delle posizioni, ad esempio raccomandazioni e suggerimenti personalizzati.

Pertanto è ragionevole supporre che Google non registrerà più la vostra posizione. Tuttavia, basta entrare in controllo delle attività (Activity Controls) e dare un’occhiata alla sezione attività web e app (Web & App Activity). Qui sono presenti informazioni sensibili sull’attività sui siti web e sulle app di Google, inclusa la posizione corrente.

Questa è allora un’altra impostazione che l’utente deve disattivare per consentire a Google di interrompere definitivamente il tracciamento della posizione. Per questo motivo la causa afferma che le impostazioni di Google sono ingannevoli.