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Una vulnerabilità infetta tutte le reti LTE, tra queste anche il 4G e non vi è rimedio. In seguito a questa scoperta tutti gli utenti sono in pericolo poiché un malintenzionato potrebbe riuscire a spiare ogni singola operazione svolta con lo smartphone. Caos e panico? Ecco spiegate le principali problematiche.

Uno Smartphone connesso al 4G significa uno smartphone che fa richiesta ad una cella. Proprio alla base di questo concetto si nasconde la vulnerabilità scoperta e ricostruita da alcuni studiosi. Secondo le analisi svolte, un problema di strutturazione del software ha nascosto per tempo una grave falla di sicurezza nei protocolli e questa ultima consente ad un cybercriminale di fingersi la cella a cui lo smartphone si connette. Denominato aLTEr, questo sistema di hackeraggio può essere attuato senza problemi, ma bisogna essere in dotazione di un’attrezzatura da circa 4000 dollari americani.

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Come si svolge un attacco aLTEr?

Lo svolgimento dell’attacco suddetto è molto elementare: attraverso una serie di strumenti, il malintenzionato crea una finta cella LTE alla quale la vittima si “attaccherà”. Una volta effettuato questo passaggio, l’hacker sarà in grado di visualizzare tutte le operazioni svolte sullo smartphone del malcapitato. Oltre a questo, però, egli potrà anche intervenire in modo diretto sulle azioni: per esempio potrà indirizzare l’utente su una pagina copia di una home banking al fine si rubargli dati sensibili e altro ancora.

Per fortuna, vi sono due elementi che impediscono un’attuazione di massa di questo attacco: il primo è il costo dell’attrezzatura, mentre il secondo è che bisogna essere il più vicini possibili alla vittima individuata.