Huawei Mate 20 PRO: nuove info sull'AI, funzione HiVision e specifiche tecniche

Appena uscito dalla scatola, il Mate 20 Pro viene gestito dall EMUI 9.0, basata su Android 9 Pie. Indubbiamente, l’interfaccia EMUI sta iniziando a mostrare la sua età, praticamente invariata rispetto a quella degli anni precedenti su Huawei Mate 9. Per fortuna, gli utenti possono ora optare per applicare una modalità scura che funziona su tutte le app preinstallate di Huawei e migliora l’aspetto grafico da un punto di vista estetico.

Il Mate 20 Pro è inoltre equipaggiato con l’ultimo processore Kirin 980 di Huawei che è stato annunciato come il primo SoC 7nm del settore all’IFA all’inizio di quest’anno. Da allora Apple ha rilasciato l’iPhone XS con l’A12 Bionic, anch’esso basato sul processo 7nm, ma non esiste nessun altro telefono Android che lo stia utilizzando al momento.

Il nuovo processore offre straordinarie prestazioni e, grazie alle sue capacità di apprendimento automatico il telefono con il tempo risucirà a capire le abitudini dell’utilizzatore.

mate 20 pro

Il Kirin 980 ha otto core disposti nella configurazione big.LITTLE, tutti basati sugli ultimi sviluppi ARM. È il primo processore dotato di nuovi core ARM Cortex A76 e della nuova GPU Mali G76. Kirin 980 dispone di quattro core Cortex A76 e quattro core A55.

ARM, la società che ha progettato questi core, sta posizionando il suo Cortex A76 come “laptop-class performance” e secondo Huawei, il Kirin 980 avrà il 75% in più di prestazioni della CPU rispetto al Kirin 970, mentre il Mali-G76 si dice che offre una potenza di elaborazione grafica maggiore del 46%.

Oltre ad essere veloce, Huawei ha anche affermato che il processore Kirin 980 è molto più efficiente dal punto di vista energetico: il 57% sul processore e il 178% sulla GPU, per la precisione.

È interessante notare che Huawei ha diviso i quattro core Cortex A76 in due core a 2,6 GHz e gli altri due a 1,92 GHz. Ciascuno di questi set svilupperò una tensione individuale, il che significa che non si sprecherà molta energia quando la CPU è ad alto utilizzo, come ad esempio giocare a un gioco che richiede l’utilizzo di molte risorse.

 

Intelligenza artificiale e fotocamera

Per quanto riguarda invece il reparto fotografia, il Mate 20 Pro possiede una fotocamera primaria da 40 MP e un teleobiettivo fissato con zoom ottico 3X. Questa volta, tuttavia, Huawei ha sostituito il suo solito sensore fotografico monocromatico con un sensore ultra-wide simile a quello che abbiamo visto sul V40 di LG.

Considerando che non esiste più un sensore monocromatico dedicato, Huawei ha ottimizzato il sensore principale da 40 MP per gestire sia le modalità RGB che monocromatiche. Ricordiamo la presenza della tripla fotocamera LEICA da 40+20+8 Megapixel, assistita dal primo sensore RGB con apertura f/1.8. Mentre il secondo è un sensore in bianco e nero con apertura f/2.2, e il terzo è un teleobiettivo con apertura f/2.4 e stabilizzatore ottico OIS. Lo smartphone include anche altre features come l’Autofocus laser, la funzione PDAF e un Flash LED Dual Tone.

Con questo sensore ultra-wide e lo zoom 3X fisso e 5X ibrido di Huawei, non solo ci si potrà avvicinare aa qualsiasi soggetto, ma anche utilizzare un angolo di visione più ampio, rendendo Mate 20 Pro la fotocamera più versatile che abbiamo mai visto su uno smartphone top di gamma. Huawei afferma che il sensore ultra-wide aiuta anche con la fotografia macro, permettendo un avvicinamento fino a 2,5 cm (circa un pollice) dal soggetto.

Proprio come il P20 Pro, il sensore principale può scattare foto a 40MP (con supporto RAW). Come impostazione predefinita, la fotocamera è impostata su 10MP e utilizza i pixel circostanti per ottenere informazioni sul colore migliori o per produrre lo zoom ibrido 5X.

Per quanto riguarda invece le funzioni video, Huawei ha aggiunto la capacità di registrare in 4K a 60fps e slow motion a 960 fps. Ancora una volta, usando l’intelligenza artificiale e la potenza della NPU, Huawei afferma di poter quasi rimuovere lo sfarfallio delle luci che si trovano generalmente quando si scatta in slow motion con illuminazione interna.

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Inoltre, Huawei ha introdotto una novità per quanto riguarda lo sviluppo dell‘intelligenza artificiale. Sembrerebbe infatti che la società abbia raddoppiato l’AI aggiungendo un’unità di elaborazione neurale dual-core (NPU, ovvero una CPU con componenti IA dedicati) sul nuovo processore Kirin 980, che aiuterà il lavoro svolto sulla fotocamera.

 

 

La nuova funzione HiVision sembra quasi fantascienza

Huawei utilizza l‘NPU anche per alcuni effetti di nitidezza e messa a fuoco e bokeh, ad esempio per consentire di modificare la forma delle luci sullo sfondo, o applicare effetti di illuminazione come la funzione “palcoscenico”.

Altre novità, sempre per quanto riguarda l’intelligenza artificiale di Mate 20 Pro è la videocamera HiVision, fondamentalmente la versione di Huawei di Bixby Vision o Google Lens. Si dice che HiVision sia in grado di identificare punti di riferimento, opere d’arte o persino di acquistare prodotti che si vedono attraverso le lenti, oltre alla capacità di leggere codici QR o tradurre le lingue.

Inoltre la società spiega che questa nuova feature aiuterà a rilevare automaticamente più oggetti in una foto e applicare filtri diversi a ciascuno individualmente.

Ad esempio, la fotocamera sarà capace di rilevare separatamente il cielo, l’acqua, un cane e il suo proprietario in una foto e applicare filtri o effetti a ciascuno di essi individualmente.

L’intelligenza artificiale è utilizzata inoltre per compiti come la traduzione in tempo reale di lingue straniere, basterà puntare la fotocamera del telefono sul testo per tradurlo. Funziona anche senza una connessione Internet, a differenza di molti strumenti di traduzione.

Può anche identificare fino a 10 milioni di dipinti e opere d’arte, nonché stimare la quantità di calorie nel cibo. Huawei ha dichiarato che sta utilizzando la tecnologia fornita da Microsoft per il riconoscimento delle immagini e la traduzione.

Huawei ha svelato inoltre una nuova funzione chiamata 3D Live Emoji, che, almeno nella demo, sembrava essere su una linea di sviluppo simile a quella utlizzata da Apple. Utilizzando la tecnologia AR Core di Google, consente di scansionare oggetti del mondo reale e quindi posizionarli e animarli attraverso la realtà aumentata.

Sul palco, un dirigente di Huawei ha scannerizzato  un panda imbottito, poi ha mostrato lo smartphone facendo vedere che interagiva e ballava con un’altra persona attreverso la fotocamera. La scena registrata potrà essere successivamente salvata come foto o video e condivisa anche sui social media.

 

Specifiche tecniche confermate

Di seguito verrà riportata inoltre la scheda tecnica completa del nuovo Huawei Mate 20 PRO

  • Display: Curved OLED 6.39 pollici HDR10, WQHD+ 3120×1440 pixel, format 19.5:9, Notch, Corning Gorilla Glass, 538ppi.
  • CPU Kirin 980, octa-core 2.6GHz con Dual-NPU ed AI (Intelligenza Artificiale).
  • Memoria RAM da 6GB.
  • Memoria interna da 128GB.
  • Tripla Fotocamera Posteriore: LEICA con 3 sensori: 1) 40MP RGB, f/1.8, 27mm, 1/17″, OIS, PDAF, Laser AF. 2) 20MP grandangolare, f/2.2, 27mm, 1/2.7″, OIS, PDAF, Laser AF. 3) 8MP telephoto, f/2.4, 80mm, 1/4″, Zoom ottico 3x, OIS, PDAF, Laser AF.
  • Fotocamera frontale: 24MP, f/2.0, video Full HD 1080p, effetto bokeh.
  • Batteria da 4.200 mAh con Huawei Super Charge, 70% in 30 minuti.
  • Sistema Operativo: Android 9.0 Pie, interfaccia EMUI 9.
  • Sicurezza: Fingerprint con sblocco in 0.5 secondi, Scanner biometrico per riconoscimento facciale in 3D.
  • Certificazione IP68 (acqua e polvere);
  • Connettività: Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac, dual-band, DLNA, Bluetooth 5.0, LTE cat.21 4.5G 1.4 Gbps, USB-C 3.1, GLONASS, Galileo, Beidou.
  • Modalità Desktop in Wireless con WiFi Direct e non più con cavo.
  • Dimensioni: 157.8×72.3×8.6mm, peso 189g.

Il prezzo di vendita stabilito per l’acquisto di questo nuovo top di gamma è di 1.049 euro e arriverà in Italia a partire da domani. Inoltre è valida una promo fino al 29 ottobre che regalerà un Huawei Watch GT e una base di ricarica wireless per ogni utente che acquisterà lo smartphone.