Netflix, Amazon Prime Video e molte altre piattaforme di contenuti in streaming, secondo una ricerca del Global Internet Phenomena Report 2018, spingerebbero gli utenti ai contenuti piratati.

Le piattaforme appena citate, offrono contenuti in esclusiva, l’una diversa dall’altra. Probabilmente è proprio questo il motivo dell’aumento della pirateria. Un utente, non volendosi abbonare a più piattaforme per non spendere un capitale, preferisce i contenuti pirata. Scopriamo i dettagli.

 

Le piattaforme come Netflix spingono gli utenti verso i contenuti pirata

Il file sharing sta ritornando dopo aver vissuto una fase di declino “a causa” della crescita delle offerte legali di Netflix, Prime Video e molte altre piattaforme. Il consumo illegale dei video questa volta sarebbe dovuto ad un’offerta di contenuti a pagamento talmente alta, con troppi contenuti in esclusiva, che spingerebbe gli utenti verso i prodotti gratis.

La continua affermazione di piattaforme come Netflix, che offrono lunghissimi cataloghi di contenuti da guardare, aveva ridotto il traffico illegale di file. Nell’ultimo anno però, la pirateria sta ritornando. Secondo il report Global Internet Phenomena 2018 di Sandvine, BitTorrent, una delle più famose piattaforme per scaricare contenuti illegalmente, al momento conterebbe il 31% di dati caricati nelle Reti Internet di Europa, Medioriente e Asia, contro il 27% del 2015.

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Il report ha tenuto conto soprattutto del mercato britannico, dove gli utenti sono in continua lotta per scegliere tra Netflix, Prime Video, Sky TV e Virgin. Negli Stati Uniti la situazione è ancora più grave, dove altre reti come HBO, Huli e Showtime competono per l’attenzione degli spettatori. L’utente è disposto a pagare al massimo un paio di piattaforme ma non per tutte, conseguentemente è spinto a scaricare i contenuti delle piattaforme a cui non è abbonato.