5GCon il termine dell’assegnazione delle frequenze radio per la connessione 5G, la domanda a cui tutti noi oggi vorremmo rispondere sta proprio nello sviluppo, e la tempistica, della rete mobile di quinta generazione. Iliad, Wind Tre, Fastweb, Vodafone e TIM sono pronte a migliorare la nostra vita, ma saranno necessari anni prima di poterne effettivamente sentire i benefici.

In un paese in cui il 4G non è ancora arrivato a coprire il 100% del territorio (ancora meno per quanto riguarda la fibra ottica), parlare di 5G sembra pura utopia. La nuova generazione, come può essere la fibra da 1 gigabit, verrà interamente sfruttata (almeno all’inizio) quasi esclusivamente nelle grandi città. Con il 2020, infatti, Milano, Prato, Matera, Bari, l’Aquila, Repubblica di San Marino, Roma e Torino attiveranno ufficialmente la rete ad altissima velocità.

 

5G: ecco quando sarà attiva nelle grandi città

L’utente medio, sia per mancanza di smartphone compatibili, che per la non disponibilità delle frequenze da 700MHz, dovrà attendere fino al 2022 per poterne effettivamente usufruire.

Per chiarezza, differenziamo le bande battute all’asta, indicando i tempi ed i metodi di utilizzo.

  • 3700MHz: la più richiesta e battagliata, basti pensare che un blocco è stato battuto più di 1 miliardo di euro, potrà essere sfruttata già da subito. Da gennaio 2019 le aziende potranno sperimentare il 5G, sfruttandola per garantire una maggiore velocità di connessione all’utenza.
  • 26GHz: la banda è già pronta all’uso, gli operatori già la stanno testando per implementare i servizi per la pubblica utilità nelle grandi città; ricordate, comunque, che tali frequenze saranno fondamentali per garantire la connessione in zone ad alto traffico (stadi, metropoli o eventi particolari).
  • 700MHz: la più preziosa, invece, sarà quella che più si farà attendere. Disponibile da luglio 2022 (mese nel quale verrà lasciata libera dalle emittenti televisive), è quella che permette una maggiore diffusione del segnale, con penetrazione garantita anche all’interno delle abitazioni.
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Come avete potuto notare, in conclusione, le sperimentazioni partiranno subito, ma saranno necessari alcuni anni prima di poter davvero iniziare a navigare ad alta velocità con il proprio smartphone.