Ci sono più di 5 miliardi di dispositivi mobili che usano la connessione a banda larga 4G LTE e, da oggi, tutti hanno la consapevolezza che la loro privacy è a rischio. A spiegarlo è un gruppo di ricercatori che ha passato ai “raggi X” il protocollo LTE alla ricerca di vulnerabilità. Risultato: secondo lo studio è possibile violare il protocollo e portare attacchi che possono avere conseguenze devastanti.

Nell’ordine, è possibile: intercettare i messaggi destinati a un altro dispositivo; inviare messaggi spacciandosi per qualcun altro; forzare la disconnessione dalla rete LTE; falsificare i dati relativi alla propria posizione come indicata dal collegamento a una specifica cella.

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Insomma: privacy e sicurezza fatta a brandelli, possibilità per i criminali di interferire sulla connessione dei dispositivi altrui o di crearsi falsi alibi per far credere alle forze di polizia (che usano i dati di collegamento a una cella come prova della posizione di una persona in un determinato momento) di trovarsi altrove quando viene commesso un crimine.