Apple iphone xr

Che l’iPhone XR di Apple sia nato sotto una cattiva stella, è un ipotesi che continua a riproporsi. Nonostante tutti i problemi, principalmente di produzione, finora comparsi, sembra proprio che non ci sia un limite. La compagnia ha fatto sforzi enormi per cercare di mantenere una tabella di marcia serrata, ma come sappiamo, l’inizio delle vendite è stato spostato per metà ottobre.

Per raggiungere tale traguardo, Apple ha fatto affidamento su due produttori cinese. Uno è la più conosciuta Foxconn mentre l’altra è Pegatron. Queste due combinate avrebbero dovuto produrre il 90% delle unità richieste dal mercato con un divisione rispettiva del 60% e 30%. Per il primo produttore questo non è sembrato un problema. Al contrario, Pegatron per cercare di rispettare l’ordine è finita nel produrre degli iPhone con rese di molto inferiori agli standard del colosso americano.

 

Altri ritardi in vista

L’unica soluzione adottabile al momento da parte di Apple è stata quella di spostare parte della produzione a Foxconn aumentando così il carico già alto. Se da un lato c’è sicuramente più sicurezza su quello che sarà il prodotto finale, c’è sempre preoccupazione sulle tempistiche.

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In ogni caso, uno dei problemi che ha colpito la produzione è un qualcosa che Apple conosce bene e che negli ultimi anni ha cercato di mitigare cercando di diventare sempre più autonoma, ma è possibile solo fino ad un certo punto. Gli inconvenienti di Pegatron dipendono dalla moltitudine diverse di società che devono fornire i singoli pezzi per l’assemblaggio finale. Un altro problema, quasi paradossale considerato il paese in questione, è che ci sono pochi lavatori nelle catene di montaggio; se pensiamo alle condizioni di lavoro, il paradosso sparisce.