Il presidente Trump e alcuni suoi collaboratori sono attualmente intenti a richiedere aiuto all’Antitrust. Le agenzie governative competenti indagheranno su eventuali violazioni della legge da parte di giganti tecnologici statunitensi, ad esempio Google.

Una bozza di questa ordinanza è trapelata già all’inizio di questa settimana. Nel mandato, la Casa Bianca ha fornito suggerimenti su come mantenere la competizione online a lungo termine. L’ordine sprona le agenzie governative a esaminare a fondo le piattaforme online. Trattasi di uno dei punti di discussione ricorrenti del Presidente americano. Nonostante ciò, un portavoce della Casa Bianca ha affermato che il progetto non è ancora parte del processo decisionale dell’amministrazione. Ciò significa che c’è una possibilità che l’ordine sia trapelato intenzionalmente come un modo per valutare la reazione del pubblico.

Trump non lascia via d’uscita ad importanti aziende tecnologiche che accusa di censura intenzionale di alcuni contenuti

Il presidente Donald Trump ha minacciato pubblicamente Twitter e Google con indagini federali nel corso di questa estate. Secondo Trump, alcune compagnie decidono di censurare deliberatamente le voci conservatrici sulle proprie piattaforme. Tutte le parti nominate dal capo dello stato hanno respinto con forza tali accuse. Anzi, quest’ultime hanno dichiarato che i loro servizi online non sono mai stati concepiti per censurare i contenuti, tanto meno sulla base di affiliazioni politiche. La questione della censura potrebbe essere sollevata la settimana prossima come parte di un’udienza sulla privacy dei dati degli utenti organizzata dal comitato del Senato sul commercio, la scienza e i trasporti.

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Anche se Washington dimostrasse senza dubbio che la Silicon Valley sta mettendo a tacere le opinioni politiche di destra, è improbabile che il governo federale possa impedire questo comportamento. Soprattutto perché i social media e altri servizi Internet oggi sono gestiti da società private che non sono vincolati dal Primo Emendamento. La situazione è significativamente diversa sul fronte antitrust in cui sono state sollevate preoccupazioni legittime nei confronti di alcune società negli ultimi anni. Tuttavia, ribadiamo che la bozza attuale non è ancora un ordine esecutivo. La Silicon Valley probabilmente non dovrà occuparsene fino al 2019.