Intelligenza artificialeGuardami negli occhi e ti dirò chi sei. A molti di noi basta un semplice sguardo per farsi un’idea di chi abbiamo di fronte. Un concetto che a partire dalle ultime ricerche vale anche per i nuovi sistemi ad Intelligenza Artificiale, ultimamente protagonisti di un nuovo curioso esperimento applicato al machine learning neurale.

 

Intelligenza Artificiale studia gli umani: ecco chi sei veramente

E se un sistema ad Intelligenza Artificiale potesse rivelare la nostra personalità? Sarebbe imbarazzante, almeno per alcuni. Gli studiosi hanno provato a rispondere a questa domanda proponendosi una nuova analisi applicata al contesto IA che lascia veramente perplessi.

Lo studio condotto di recente su un campione di 42 persone ha delineato la possibilità per l’IA di rivelare i tratti della nostra personalità con un margine di errore trascurabile. I legami tra personalità e movimento degli occhi non sono certo passati inosservati ai sistemi neurali, che hanno accuratamente valutato la situazione stilando un rapporto completo basato su questionari consolidati.

I risultati sono letteralmente impressionanti e rivelano tratti psichici e comportamentali ben definiti. Alcuni utenti sono stati etichettati come socievoli, altri come curiosi o coscienziosi ma, in ogni caso, il risultato finale univoco: l’intelligenza artificiale non ha fallito. Quattro dei cinque tratti principali della personalità sono stati riconosciuti:

  • stabilità emotiva
  • estroversione
  • amicalità
  • coscienziosità
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Lo scenario così descritto lascia pensare che, in un prossimo futuro, non sarà difficile avere un remake di Minority Report in chiave reale. Un sistema che potrebbe essere sfruttato a vantaggio della pubblica sicurezza e di tutte quelle casistiche in cui si richieda un accurato intervento valutativo della personalità.

In merito, il dottor Tobias Loetscher (University of South Australia), postosi a capo della ricerca, ha detto che:

“In questi risultati sicuramente c’è del potenziale per migliorare le interazioni tra uomo e macchina. Gli utenti sono sempre alla ricerca di servizi migliori e personalizzati, ma al momento i robot e i computer odierni non sono socialmente consapevoli, e di conseguenza non possono adattarsi a segnali non verbali. Questa ricerca offre l’opportunità di sviluppare robot e computer che possano divenire più naturali e interpretare meglio i segnali sociali umani”