Internet media digitaliInternet ha semplificato la nostra vita al punto da non poterne proprio più farne a meno. Provate a staccare la spina per un giorno. Siete in grado di mantenere la calma sapendo di dover stare lontani da smartphone, tablet, Smart TV e quant’altro? Uno studio condotto da ricercatori della University of California conferma le difficoltà dal rimanere lontani dai dispositivi.

Ciò che si evidenzia è il fatto che i giovani che passano molto tempo sui media digitali, con particolare riferimento ai social ed alle piattaforme video. I sintomi da disturbo dell’attenzione sono in crescita e rischiano di aumentare in vista di un settore che insedierà l’IoT nella vita di tutti i giorni.

 

Internet e disturbi dell’attenzione: nuovo studio

I 2600 adolescenti sottoposti all’analisi condotta dai ricercatori hanno concesso la vista su un fenomeno preoccupante che coinvolge tutti noi, ossia il disturbo da deficit di attenzione / iperattività, altrimenti noto come ADHD. I giovani millennial hanno circa il doppio delle probabilità di riportare sintomi di ADHD rispetto ai coetanei meno attivi digitalmente. Lo riporta il Journal of the American Medical Association, che già in passato aveva evidenziato la stretta correlazione tra disturbi di attenzione ed Internet.

La gratificazione istantanea derivante dai media si somma ad un aumento dell’impulsività e ad un netto calo della concentrazione. Jenny Radesky, assistente professore di pediatria all’Università del Michigan, ha confermato che:

 “c’è stata una statisticamente rilevante ma modesta associazione tra la maggiore frequenza nell’uso dei media digitali e i susseguenti sintomi di ADHD”

Certo si tratta di una prima indagine conoscitiva al problema. Sul lungo periodo, infatti, i risultati potrebbero manifestare altri risvolti. Difficile affermare che Internet sia la causa dei danni alla psiche dei giovani. Ciononostante, il team di ricerca ha riscontrato che quasi l’81% degli studenti ha dichiarato di usare almeno una forma di media digitale più volte al giorno per giochi e streaming. Sommando poi l’impatto dei social il risultato peggiora.

In definitiva, il report ha condotto ai seguenti risultati in rapporto ai 495 giovani uscenti dalla prima fase di test (che ha escluso chi aveva già riportato i disturbi):

  • 4.6% potrebbe riportare sintomi ADHD nei successivi sondaggi
  • 9.5%: quota di giovani intervistati (su un campione di 114 studenti) che rischiano di andare in contro ad ADHD a causa dell’uso eccessivo delle piattaforme digitali (7 su 14 analizzate)
  • 10.5%: possibilità che il campione di 51 giovani analizzati contragga in sintomi a causa di utilizzo massimo delle piattaforme (14 su 14 servizi)

Difficile affermare che sia proprio Internet la causa di questo disagio generazionale. Al momento potrebbe trattarsi di pure e semplici teorie. Se ne saprà di più a seguito di uno studio da condursi sul lungo periodo. E voi con quale frequenza utilizzare le risorse online? Siete iscritti a tutte le piattaforme o prediligete la vita sociale reale? A voi tutti i commenti.

 

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