Samsung ha annunciato che prevede di soddisfare il fabbisogno energetico delle sue fabbriche e altre strutture negli Stati Uniti, Corea del Sud e Cina. L’obiettivo è sfruttare le fonti energetiche rinnovabili entro il 2020.

Per raggiungere il traguardo preposto, il gigante tecnologico installerà pannelli solari aggiuntivi nelle sue strutture. L’azienda intende installare un totale di 63.000 metri quadrati di pannelli solari in tre sedi nei prossimi anni. Circa 42.000 metri quadrati di pannelli solari verranno installati nella sede centrale di Suwon. Mentre altri 21.000 metri quadrati di pannelli verranno installati negli stabilimenti di Pyongtaek e Hwaesong a partire dal 2019. Oltre all’energia solare, l’OEM prevede anche di utilizzare l’energia geotermica.

Anche Samsung punta all’energia rinnovabile, verranno istallati i pannelli solari in tutte le sedi entro il 2020

La compagnia ha inoltre deciso di aderire ai Principi di acquisto di energie rinnovabili degli enti per l’ambiente e al Business Renewables Center del Rocky Mountain Institute. Queste due iniziative aiutano le imprese a semplificare il processo di acquisizione di energia da fonti rinnovabili. In questo modo le grandi imprese possono ottenere una fornitura stabile di energia pulita a prezzi accessibili. Per ridurre ulteriormente le emissioni di carbonio, Samsung ha anche dichiarato che sta lavorando con 100 partner.

Un certo numero di aziende tecnologiche hanno già dichiarato le proprie intenzioni di approvvigionarsi di una parte più ampia del proprio fabbisogno energetico da fonti rinnovabili in futuro. All’inizio di quest’anno T-Mobile ha annunciato l’intenzione di utilizzare l’energia rinnovabile per tutte le sue strutture negli Stati Uniti. Inclusa la sua sede centrale a Bellevue, Washington, un certo numero di call center negli Stati Uniti e migliaia di punti vendita al di nazione. D’altra parte, Google ha già firmato accordi a lungo termine con un certo numero di fornitori di energia rinnovabile per alimentare i suoi data center e altre strutture. Il gigante della ricerca si è anche impegnato a compensare la sua impronta energetica, non semplicemente alimentando tutte le sue strutture con energia pulita, ma piuttosto producendo energia rinnovabile in un luogo separato.