Apple, niente software di criptovalute su iOS

Ormai, quasi ogni dispositivo tecnologico al mondo dotato di un minimo di potenza di calcolo può essere usato per minare criptovalute. Come già detto altre volte, queste particolari valute virtuali sono uscite dai radar del grande pubblico, ma rimangono comunque un opportunità per molti individui. Qualcuno ci ha costruito un intero business su Blockchain e tali token, ma spesso il tutto viene messo in piedi con metodi pochi legali.

Per evitare che i propri utenti subiscono degli attacchi malevoli, Apple ha portato avanti un cambiamento che aveva iniziato qualche settimane fa. Le nuove linee guida iOS, specificatamente elencate nella sezione 3.15 denominate criptovalute, vietano le applicazioni dall’estrazione di valute virtuali. L’unico modo per aggirare tali divieto è quello di usare sistemi come il Cloud.

 

Niente mining su iPhone

Anche usando metodi corretti, il problema è tale tecnologia richiedere, come detto, una certa potenza. Per questo, precedentemente era stato richiesto agli sviluppatori di fare in modo che i software in merito consumino la potenza in modo efficiente il che implica una durata maggiore delle batterie mente i processi rimangono attivi. È anche specificato il divieto alle app e agli annunci di terze parti di eseguire processi in background non correlati, come il mining di criptovaluta.

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Apparentemente, Apple sta permettendo all’iPhone di installare app che permettono il semplice controllo di portafogli di monete virtuali, anche se gli sviluppatori di queste app devono essere registrati come organizzazione. La potenza che serve, per evitare che il dispositivo “frigga”, è elevata. Anche se, come detto sopra, molti dispositivi possono essere usati, non tutti ne escono bene. Bisogna tenere presente che anche gli smartphone in arrivo che supportano Blockchain, come HTC Exodus e Sirin Finney non avranno il potere di gestire l’estrazione di criptovaluta.