Recensione Fensens park sensor

FensensQuest’oggi il tema della recensione non sono gli smartphone, ma vi parliamo di accessori molto utili nella vita di tutti i giorni, ovvero del sensore di parcheggio wireless Fensens. Nelle grandi metropoli dello stivale italiano il traffico e i posteggi sono le piaghe di questo millennio. Quando poi si trova un benedetto parcheggio, spesso ci chiediamo se la nostra vettura ci entrerà. Per questo, le automobili odierne sono dotate di sistemi di parcheggio assistito, telecamere anteriori e posteriori e sensori di prossimità. Cosa succede, però, se non abbiamo le ultime tecnologie all’avanguardia e vogliamo rimediare?

Bene, potremmo affidarci al nostro fiuto per il fai-da-te ma, al solo pensiero di dover passare cavi di qua e di là nell’auto, ci viene il prurito. Potremmo affidarci ad un bravo elettrauto ma, vi assicuriamo, il costo dell’update non sarà economico. È qui che ci viene in aiuto Fensens park sensor: un porta targa con sensori di parcheggio wireless collegati via bluetooth al vostro smartphone e gestibile con un’app.

Descrizione e funzionamento

 

 

Fensens

A prima vista, il porta targa su cui è montato Fensens non differisce molto dagli altri standard. Se ci avviciniamo, però, scopriamo nel lato inferiore una barra con due sensori posti agli estremi. Il rigonfiamento al centro invece è l’alloggio delle quattro batterie stilo, il cui stato di carica può essere monitorato tramite un’app. Ma non vi preoccupate: il consumo di questo sensore di parcheggio è realmente bassissimo. A protezione di Fensens contro i furti ci sono delle viti di montaggio torx. Due piccole viti a brugola, invece, vi permettono di regolare l’altezza del sensore in modo da metterlo perpendicolare al terreno.

Fensens

In sostanza, una soluzione di montaggio non invasiva e molto facile da applicare a qualsiasi marca di automobile. Tutto il resto verrà gestito interamente dall’applicazione su smartphone (per cui vi verrà fornito nel kit anche un pratico supporto da inserire nelle bocchette di aerazione dell’abitacolo). Da ultimo, nell’auto avrete a disposizione un piccolo bottone TAP con un gancio a pressione per accendere il vostro Fensens quando ne avrete bisogno. Premendo il TAP, il sensore sul paraurti si accende sfruttando la connessione bluetooth che lancia altresì sullo smartphone l’app corrispondente.

 

Funzione dell’app Fensens

Fensens

Per utilizzare al meglio il vostro park sensor, potrete scaricare dal Play Store l’app Fensens. Una volta accesa, vi apparirà un disegno dell’auto e l’esatta posizione del sensore di parcheggio individuato da un pallino verde. Il sistema può essere montato anche sul porta targa anteriore, ma prima dovrete settare l’app in configurazione standard e poi spostarlo. Sull’app si può inoltre impostare il sonoro dei sensori e visualizzare in tempo reale, attraverso delle onde colorate, la distanza dell’auto dagli ostacoli. È tutto qui, l’applicazione è semplicissima ma, vi assicuriamo, fa esattamente il suo lavoro. C’è una sezione “home” in cui vengono suggeriti dei collegamenti ad altre app (come Maps), e un’altra per le impostazioni del sensore stesso. A parte qualche piccolo difetto di traduzione, Fensens app ha tutto ciò che ci serve.

 

Conclusioni

Fensens sensor park è un accessorio che può regalare la comodità di un sensore da parcheggio anche a quelle automobili che non ne dispongono di serie, e i cui kit della casa costano troppo o sono complicati da montare. Tutt’altro che complicata è l’implementazione di Fensens sul porta targa posteriore o anteriore. Gestibile interamente con un’app sul vostro smartphone, questo accessorio è l’ideale per chi non ha voglia di spendere troppo o non vuole mettere mano alla sua auto in maniera invasiva. Disponibile su Amazon a 145 euro. 

 

Fensens Park sensor

145 euro
Fensens Park sensor
7.4

Materiali

7.0 /10

Prezzo

8.0 /10

Funzionalità

8.0 /10

Design

6.0 /10

Montaggio

8.0 /10

Pro

  • Non invasivo e protetto bene
  • Pratica app di gestione
  • Tasto accessorio TAP on/off
  • Consumo ridotto

Contro

  • Design non originale
  • Plastiche non troppo rifinite