SkySky si trova sotto attacco, il Movimento Consumatori ha vinto una importante causa in Tribunale in merito al ritorno alla fatturazione mensile, avvenuto il 1 aprile, con i conseguenti aumenti su base mensile. La pay TV è stata inibita dall’applicare i nuovi piani tariffari decisi in precedenza.

La storia è lunga e complicata, ma cercheremo di riassumerla e spiegarla nel miglior modo possibile. A dicembre 2017 il Governo Italiano ha varato una nuova legge, la 172/2017, con la quale ha obbligato gli operatori di telefonia mobile (Sky inclusa) ad abbandonare la fatturazione ogni 4 settimane, introdotta l’anno precedente, per riabbracciare le bollette mensili.

Con il cambio di tariffazione, per mantenere quel margine di guadagno pari all’8,6%, la pay TV ha pensato, con validità dal 1 Aprile 2018, di incrementare il costo mensile, pur mantenendo inalterato il complessivo annuale. Essendo i rinnovi in minor numero (si è passati da 13 a 12), anche pagando di più ogni mese, la somma della spesa non risulta essere superiore rispetto all’anno passato.

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Sky perde una grande causa in Tribunale

La pratica è stata messa in atto da ogni azienda, peccato che Sky non abbia dato la possibilità di recedere gratuitamente dal contratto. La Legge è chiara, con modifica unilaterale dello stesso sono costretti ad offrire il diritto di recesso gratis al consumatore.

Immediata è stata la reazione del Movimento Consumatori. Una causa è stata aperta, con il chiaro obiettivo di impedire l’entrata in vigore degli aumenti tariffari del 1 Aprile.

Sono trascorse poche settimane, ecco arrivare la sentenza definitiva. Il Tribunale di Milano ha inibito a Sky la modifica delle condizioni contrattuali. Grande vittoria per i consumatori, ora non resta che aspettare di vedere come deciderà di muoversi la pay TV.

Gli avvocati del Movimento chiedono lo storno dalle future bollette, se non avverrà, daranno il via ad una class action che chiederà la restituzione delle somme versate senza motivo.