Apple, ancora problemi con le applicazioni in Cina
Apple, ancora problemi con le applicazioni in Cina

Anche se qualcuno potrebbe pensare il contrario, non tutti i paesi sono liberi come quelli europei o nord americani. Non tutte le applicazioni presenti sull’App Store di Apple o il Play Store di Google sono ben viste da alcuni governi. Nelle scorse settimane, per esempio, il governo russo aveva chiesto la rimozione di Telegram.

A questo giro però il governo che ha sollevato richieste simili, è la Cina e solo nei confronti di Apple. Come quando a gennaio gli era stato chiesto di rimuovere un app VPN, adesso invece toccherebbe a CallKit, e a tutte le applicazioni che ne usano il framework.

 

Libertà?

Il software in questione, consente agli sviluppatori di utilizzare l’interfaccia di chiamata di Apple nelle loro app. Altre interfacce di questo tipo sono disponibili, ma CallKit offre una sensazione più comoda per le terze parti. Il punto mal digerito dal governo cinese però, sembrerebbe l’uso del VoIP. Lo si pensa perché è lo stesso motivo per cui la compagnia aveva tolto Skype sempre dal proprio store.

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Apple potrebbe essere già sul punto di acconsentire a tale richiesta. Non solo, sembra ovvio perché l’hanno già fatto in passato, ma perché hanno mandato un avviso a tutti gli sviluppatori che hanno un applicazione che sfrutta il framework di apportare le modifiche necessarie se non vogliono vedere cancellarsi la propria creazione.

Per quanto diversi membri del governo degli Stati Uniti non siano d’accordo con una tale mossa, questo è il gioco che deve fare Apple per continuare a stare in quel mercato, soprattutto con le sempre maggiori tensioni commerciali degli ultimi mesi.