wikipedia biblioteca lunaWikipedia è una fonte di informazione libera e gratuita. Una risorsa di inestimabile valore da tutelare in ogni sua parte. Proprio per questo si è pensato addirittura di portare tutta la sua conoscenza sulla Luna.

 

Wikipedia va sulla Luna: patrimonio dell’Universo

Con l’applicazione EpicTour si sono stabiliti nuovi criteri per preservare il patrimonio culturale in ottica italiana, ma l’ambizioso progetto Wikipedia on the Moon va decisamente ben oltre i confini nazionali e dei display del nostro smartphone.

L’associazione non profit Arch Mission Foundation si è prefissa l’obiettivo di costituire la prima biblioteca lunare concependo un lander Peregrine di Astrobotic capace di trasportare sulla Luna fino a 265 chilogrammi di peso. Un progetto in grande stile, presentato in gennaio e frutto di un investimento pari a 1,2 milioni di dollari da concretizzarsi entro il prossimo 2020.

L’intenzione iniziale era quella di trasportare attrezzature di aziende interessate a lavorare sul nostro satellite in vari ambiti ma il progetto si è spostato poi nel contesto della realizzazione di una biblioteca Wikipedia che veda anche una raccolta parallela di linguaggi umani e vari contributi culturali multimediali da trasferire e preservare sotto forma di immagini, musiche, suoni e conoscenze scientifiche testuali.

Per l’archiviazione si parla di fogli di nichel incisi al laser che resistono alle radiazioni e garantiscono una buona risposta alla conservazione a lungo termine. Miliardi di anni. Questo sarebbe l’obiettivo temporale per la conservazione delle informazioni sulla storia e la cultura mondiale. Il CEO di Astrobotic, John Thornton, è della ferrea opinione che:

“La biblioteca lunare di Arch sarà un monumento non solo per la conoscenza e la cultura umana, ma anche per la prima missione commerciale sulla luna”

Cos’altro dire di questa missione? Che oltre alla biblioteca lunare il lander trasporterà anche alcune capsule del tempo non meglio identificate e resti umani cremati per una “sepoltura lunare“.