mediaset premium

Mediaset Premium può essere visto gratis sfruttando una nuova tecnologia chiamata Cline che è molto diffusa anche nel nostro Paese. Questa pratica è del tutto illegale e può portare ad una multa salatissima oltre che all’arresto.

Che agli Hacker piaccia stare al passo coi tempi era ormai cosa risaputa, ed oltre al compito di prendere e divulgare informazioni e file personali manomettendo telefoni e pc, hanno anche trovato un modo per usufruire gratuitamente dei contenuti di Mediaset. In che modo?

Ovviamente, è importante sottolineare che in questa pratica non c’è niente di legale. È inoltre importante specificare che ogni informazione riportata ha il solo scopo di portare a conoscenza il modo in cui viene effettuata questa pratica. Non va assolutamente messa in atto, e chi lo fa va in contro a seri problemi legali. Cos’è quindi, lo CLINE?

CLINE consiste in una sequenza di caratteri che servono a decodificare i codici delle smart card che vengono utilizzate per vedere la PAY-TV. Per poter utilizzare il codice, gli Hacker acquistano un decoder (reperibile online) sul quale poter installare un firmware da loro modificato. Il firmware è reperibile online, una volta trovato viene poi successivamente inserito in una pendrive che viene collegata alla porta USB del decoder. Fatto questo, non resta altro che collegare il decoder ad una rete LAN, passaggio fondamentale per poter scambiare i codici Cline.

Come fanno però gli Hacker a scaricare questi codici? Generalmente per loro è molto semplice, utilizzano molto spesso siti stranieri che differiscono delle normative che i siti del territorio hanno. Una volta eseguiti questi passaggi, non gli resta che accendere il decoder, selezionare il protocollo CCCAM col telecomando ed avviare la ricerca satellite. Adesso tutti i canali riservati risultano essere gratis.

 

Cline: i rischi di vedere Mediaset Gratis sono tantissimi

Il mondo degli Hacker è abbastanza complicato e non alla portata di tutti. È il divulgare la notizia a far entrare gli interessati in contatto con questi metodi, magari attraverso amici o conoscenti. Nella maggior parte dei casi è però l’uso improprio del web che permette di trovare sotterfugi, ovviamente non garantendone la funzionalità. I rischi che si corrono sono molto alti nonostante i pirati utilizzano sistemi non tracciabili.

Chi gestisce questi servizi rischia fino a 4 anni di carcere e una multa fino a 15.000€ per la violazione dell’art. 171-ter della Legge 633/41 sulla protezione dei diritti d’autore, articolo che regola le pene anche per chi utilizza e non solo per chi vende, infatti una sentenza della Cassazione (sentenza 46443/2017) ha decretato che è colpevole del reato della violazione dei diritti di autore anche chi usa sistemi di abbonamento IPTV (Cline), punendo con una sanzione che va da 2.582€ a 25.822€ ed una reclusione che va dai 6 mesi ai 3 anni di carcere.

Bisogna dire che nonostante il rischio penale ed economico molto alto, questo fenomeno è in continuo sviluppo ed i servizi vengono spesso utilizzati anche dietro forma di un corrispettivo mensile, in quanto questi abbonamenti vengono pubblicizzati attraverso inserzioni sul web create per attirare l’attenzione e vengono sottoscritte specialmente perché la quota è irrisoria rispetto a quella che richiede l’emittente per sottoscrivere il contratto.