Facebook e la censura dei post

Facebook come ormai saprete bene tutti, nell’ultimo periodo è stato coinvolto nello scandalo Cambridge Analytica e successivamente ha deciso di revisionare gli standard della Community.

Prima di questa revisione, gli standard della Community si potevano leggere su poche pagine, ora invece è diventato un documento di ben 27 pagine e 8 mila parole. Il documento è valido anche per le altre piattaforme dell’azienda, quali Instagram e Messenger.

 

Facebook deve ancora migliorare lo strumento di censura dei post

Se parliamo di censura dei post di Facebook, Ellen Silver ha recentemente dichiarato che questo processo determina ancora tanti errori, e ce ne siamo accorti. Un utente infatti, ha subito la censura per aver postato una foto del quadro “Donna nuda con cane” di Courbet. Marcello Cocco, recordman di sospensioni da Facebook, in un’intervista ha spiegato la faccenda della foto del quadro. Dichiara: “Ho provato a chiamare un numero di Milano e la voce dall’altra parte mi ha indicato dove inviare le mie segnalazioni, alla richiesta di spiegazioni, nessuna risposta“. E aggiunge: “a un mio contatto è stato bloccato l’account per aver pubblicato un commento nella mia bacheca“.

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Altri utenti, che gestivano la fan page ufficiale di un noto giornale di moda, si sono visti bloccare l’account per un tot di giorni dopo aver pubblicato delle foto di abiti, ritenuti troppo succinti. Le seguenti pagine, in seguito al blocco, non potendo procedere alla pubblicazione dei post pubblicitari, hanno anche avuto un danno economico.

Concludendo, possiamo dire che questo sistema non è ancora limpido e dimostra ogni giorno di non essere perfezionato come dovrebbe. Monika Bickert ha dichiarato: “i censori sono persone, e le persone sbagliano“. In realtà basterebbe investire più soldi e programmare meglio i bot, per evitare che post non offensivi vengano censurati in futuro.