postepay 6 truffeAvete una carta Postepay? Sicuramente conoscerete tutti i vantaggi che offre questo strumento di pagamento. Non per altro è usatissima dagli italiani, in particolare nelle transazioni online. Forse il lato più oscuro però è quello legato ai numerosi di tentativi di truffa che subiscono sovente i suoi utilizzatori. In questo caso spero proprio che non ne siate venuti a conoscenza per esperienza diretta. Ad ogni modo, vediamo quali sono le più diffuse: in questo modo sapremo anche come difenderci. Ne abbiamo individuate sei, ma per similitudine tra alcune di loro li riunirei in tre gruppi.

Il primo gruppo di truffe è quello che fa capo alla clonazione. Prima truffa è la clonazione della carta prepagata durante l’utilizzo dello sportello ATM Postamat. Questa sigla significa Automated Teller Machine. In poche parole una macchina che eroga denaro, nel caso delle Poste conosciuta come Postamat. In questo caso i truffatori installano nottetempo una microcamera sullo sportello. In questo modo riprendono il momento in cui viene digitato il pin. Una volta ottenuto il codice il gioco e fatto e la carta viene clonata, così da poter essere usata dai ladri per i loro interessi.

La seconda truffa di questo gruppo è la clonazione della carta presso punti di pagamento. I casi più comuni sono stati registrati presso i POS o presso le macchinette dei benzinai, ma il modus operandi a volte  cambia. Viene inserito dai truffatori un piccolissimo dispositivo chiamato skimmer all’interno della fessura del POS. Per essere chiari, il POS è quella macchinetta all’interno della quale inserite la vostra carta, letteralmente Point Of Sale. Questo aggeggio è in grado di ricordare i dati della carta inserita, che verranno poi messi a disposizione dei truffatori. Oppure viene usata la solita telecamerina di cui abbiamo parlato sopra e lo stesso vale per le colonnine del benzinaio.

Passiamo alla terza truffa e al secondo gruppo: le truffe tramite phishing. Questa tecnica di truffa è una delle più usate dei truffatori. E’ una delle più efficaci e viene effettuata in vari modi. Dicevamo la prima è il phishing tramite e-mail che ha già mietuto numerosissime vittime. In sostanza viene inviato un messaggio di poste elettronica fingendosi un addetto delle Poste. Nel testo viene attirata la nostra attenzione con delle scuse ben architettate. Per esempio potrebbero comunicare che la nostra carta è stata bloccata oppure che ci sono stati dei cambiamenti nelle normative di sicurezza. Si viene invitati a cliccare su un link e si approda su un sito che imita quello delle Poste. Spesso queste imitazioni sono bene fatte e traggono in inganno il malcapitato. A questo punto come ultimo passaggio chiedono i nostri dati personali e il codice di accesso alla carta., sempre dietro una scusa credibile. Nel momento in cui vengono comunicati siamo fregati e i ladri hanno così accesso al nostro denaro.

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Postepay: la sicurezza è tutto ma aumentano le truffe

La quarta truffa sfrutta sempre lo schema del phishing ma cambiano i mezzi di comunicazione. Infatti i truffatori sono stati svelti ad aggiornarsi. Usano per inviare i loro messaggi ingannevoli servizi di messaggistica come gli SMS o il più moderno Whatsapp. Per il resto il procedimento è lo stesso.

La quinta truffa sempre delle spettro del phishing è un po’ meno usata. Sono state raccolte comunque testimonianze di phishing eseguite tramite call center, direttamente al telefono. Praticamente i truffatori avevano messo su dei call center dediti alle truffe che chiamavano chiedendo i dati di accesso sempre con delle brillanti giustificazioni. Ora molti sono stati sequestrati e smantellati dalla Polizia Postale, ma chissà che a qualcuno non venga l’idea di riprovarci.

Ultimo gruppo e ultima truffa, ma non meno importante, si svolge online. La sesta truffa è praticata nella compravendita dell’e-commerce. Stiamo parlando del commercio sul web. Un settore in costante espansione che però ha i suoi rischi. La carta Postepay è in Italia uno dei mezzi di pagamenti più usati in rete e per questo motivo è stata colpita dai truffatori. Praticamente i ladri organizzano delle false offerte di prodotti, apparentemente molto convenienti. Il venditore propone un oggetto a prezzo molti più bassi di quelli di mercato. Per tutta risposta trova sempre un acquirente pronto a cascarci. Così viene effettuato il pagamento con la carta, ma l’oggetto non arriva a casa. Ovviamente l’oggetto era solo una foto presa dal web. Il problema è che le Poste on offrono rimborso e spesso si finisce in tribunale. Per questo conviene appoggiarsi a sistemi di pagamento come PayPal che offrono qualche garanzia in più.

Spero di esservi stato d’aiuto e che non cadiate in una di queste sei truffe, soprattutto ora che le conoscete.