timSi inizia a parlare di scorporo della rete di telecomunicazioni dall’azienda che l’ha creata. A quanto pare la società che vanterà questo primato sarà proprio Tim. La compagnia telefonica vorrebbe separarsi per creare una società apposita e ben distinta. Anche se al momento si discute solo di trasferire tutti i beni e i patrimoni in una società  che sarà controllata al 100% da Telecom Italia, ma che prevederà un gruppo decisionale autonomo con almeno un posto destinato ad un consigliere scelto dall’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni) e un consigliere che vada bene al Governo.

La decisione di questa separazione è stata presa di comune accordo tra la Telecom e il governo al fine di creare due società distinte e separate una per garantire i servizi e l’altra per il network. Così il CEO della Telecom, Amos Genish e il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, al seguito del loro incontro si sono detti entrambi d’accordo su questo futuro scorporo della rete.

La prossima data significativa sarà il 6 marzo, giorno in cui la Tim deciderà come procedere in dettaglio anche riguardo la questione della separazione dei cavi. La rete dei cavi probabilmente sarà consegnata nelle mani di una società diversa dalla Tim, ma che comunque sarà comunque sotto il controllo della Tim stessa al 100%.

Al momento il progetto è in una fase embrionale, si deve ancora capire bene come procederanno le cose e sopratutto verso quale direzione andranno le decisioni che spetteranno al board Tim il 6 marzo. Anche al governo ed in particolare all’Agcom spettano delle decisioni a riguardo ed in particolare spetterà all’autorità per le garanzie nelle comunicazioni rilasciare le dovute autorizzazioni.

Ovviamente qualora il progetto andasse in porto, ci sarebbe da considerare un’eventuale quotazione in borsa della nascente società dopo lo scorporo della rete.

Naturalmente non sono mancate le critiche al ministro Calenda che viene invitato dal ex viceministro dell’Economia, Stefano Fassina, a fare molta attenzione e vagliare tutte le ipotesi prima di procedere con la separazione legale della rete di telecomunicazioni. Lo invita inoltre a prendere in considerazione una nazionalizzazione della rete per garantire e tutelare realmente l’interesse nazionale.