Sony Corporation ha pubblicato venerdì il rapporto finanziario del terzo trimestre dell’anno 2017. I profitti sono i più alti in assoluto finora. L’azienda ha quasi quadruplicato i suoi promettenti guadagni registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Nonostante ciò, è ormai annunciato il fallimento per i prodotti mobile.

Le entrate dell’azienda sono cresciute dell’11,5% di anno in anno, ammontando a oltre 23,6 miliardi di dollari e consentendo un profitto operativo superiore a 3,1 miliardi. Il colosso tecnologico di Tokyo, in Giappone, è quindi riuscito a guadagnare slancio negli ultimi trimestri.

Nonostante i risultati complessivi stellari, il settore della telefonia mobile della società è ancora in calo, con le sue vendite che scendono sotto i 2 miliardi di dollari, registrando quindi un calo annuale di oltre il 31%. Anche l’utile mobile è diminuito, ma solo di 5,4 punti percentuali a circa $ 143 milioni. Questo suggerisce che gli sforzi di riduzione dei costi dell’azienda nel segmento hanno prodotto alcuni risultati, consentendo di ristrutturare il business degli smartphone per renderlo più efficace nel guadagnare denaro anche quando la quota di mercato continua a diminuire.

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Per Sony il 2017 è stato probabilmente l’anno più redditizio dei suoi 72 anni di storia.

Il management di Sony ha ribadito il suo precedente impegno nei confronti dei telefoni contemporanei in seguito alla pubblicazione degli ultimi dati finanziari dell’azienda. L’industria della telefonia mobile dell’azienda è stata descritta come un settore cui non è disposta a rinunciare a causa del suo potenziale di portare alla prossima grande novità nell’elettronica di consumo.

Poco prima della pubblicazione del rapporto, Hirai, l’amministratore delegato, ha inoltre annunciato le sue intenzioni di dimettersi e passare al ruolo di Presidente di Sony. L’intenzione è lasciare la diretta leadership della società a Kenichiro Yoshida. Ciò implica che la sua missione di trasformare il gigante tecnologico è ormai conclusa. Yoshida arriverà ufficialmente il 31 marzo, consentendo all’impresa di entrare nel prossimo anno fiscale sotto una nuova gestione.