Spotify
Spotify, leader nello streaming musicale, inizia il 2018 con gioie e dolori, guai legali e quotazione in borsa imminente. Bene o male, purché se ne parli!

Nella gioia e nel dolore, il 2018 di Spotify, ormai l’applicazione mobile leader nel settore dello streaming musicale legale e gratuito, si prospetta un anno di grandi cambiamenti per l’azienda.

“Bene o male, purché se ne parli”, recita il detto e in quel di Spotify sembra che l’abbiano presa in maniera letterale. Il “male” arriva per l’azienda dal punto di vista strettamente legale e riguarda la causa intentata da Wixen Music Publishing per 1,6 miliardi di dollari (bruscolini insomma), a causa di una presunta infrazione del diritto d’autore. Il “bene” invece riguarda la possibile e, anzi, probabile quotazione di Spotify a Wall Street.

L’annuncio ufficiale della quotazione in borsa dell’azienda potrebbe arrivare davvero a brevissimo con il colosso dello streaming che avrebbe già incominciato le trattative con la Secuirites and Exchange Commission, ente americana che vigila sul mercato borsistico a stelle e strisce, al fine di fare il proprio trionfale ingresso in borsa.

Reuters, la più grande agenzia di stampa mondiale, ne riporta la notizia ipotizzando con poco margine di errore un ingresso per il mese prossimo o, al massimo, entro la prima metà del 2018. Pare che Spotify possa scegliere la formula del direct listing, scelta quantomeno discutibile per un colosso come l’azienda americana visto che si eviterebbero le spese di commissione per la quotazione ma si renderebbero necessari endorsement importanti al livello economico da parte di uno o più istituti bancari.

L’appoggio a Spotify, pare, potrebbe arrivare addirittura da Morgan Stanley e Goldman Sachs e il valore iniziale dell’azienda sarebbe stimato in poco meno di 20 miliardi di dollari, quotazione stimata in base al numero di utenti iscritti al servizio (circa 140 milioni) dei quali quasi il 50% con sottoscrizione premium.

Per il momento l’azienda non ha rilasciato commenti, del resto l’entrata nel mercato azionario è una mossa rischiosa che potrebbe però portare graditi frutti a Spotify che potrebbe vedere incrementato repentinamente il proprio valore in pochissimo tempo, staremo a vedere quello che succederà.