Un nuovo brutto caso di censura si è palesato in Cina nelle ultime ore. Il governo presieduto dal Presidente Xi Jinping ha infatti deciso di oscurare per sempre WhatsApp, la chat di messaggistica istantanea più popolare al mondo. Non è la prima volta che la piattaforma viene chiusa per poi essere riaperta successivamente. La decisione, però, ora pare essere definitiva.

Pechino blocca definitivamente WhatsApp

Il popolo cinese da qui in avanti dovrà rinunciare ad una chat che già da tempo era sotto le mire censorie del potere centrale. Ricordiamo, infatti, che gli utenti in Cina potevano sino a poco tempo fa utilizzare WhatsApp esclusivamente per scambiare messaggi testo. L’invio di foto e video già era stato bloccato.

La chiusura di WhatsApp, secondo le fonti americane che hanno riportate per prime la notizia, è giustificabile con la vicinanza del 19° Congresso del Partito Comunista, in scena nei prossimi giorni in quel di Pechino.

Dietro il blocco del servizio ci sarebbero inoltre, anche motivi di spionaggio. Come dichiarato da WeChat (piattaforma di enorme popolarità in territorio cinese), gli organi di gabinetto avevano da tempo chiesto ai servizi di messaggistica di poter accedere ad informazioni riservate riguardanti i cittadini. A differenza del servizio di Mark Zuckerberg, il team di WeChat ha accettato le restrizioni ed ha potuto continuare ad operare.

Per Pechino la privacy degli utenti pare non esistere e ciò ha indotto ad uno scontro frontale con WhatsApp e con tutta la galassia Facebook. Non è’ un caso quindi che in Cina ora non sia più accessibile nessuno dei social più popolari in Occidente.