Android Pay

Nel corso del MWC 2015 di BarcellonaGoogle ha confermato l’introduzione di Android Pay, un nuovo sistema per effettuare i pagamenti online.

La notizia è stata confermata nel corso del grande evento che sta catalizzando l’attenzione del mondo della telefonia dal vicepresidente dell’azienda di Cupertino, Sundar Pichai. Tuttavia, il servizio non dovrebbe corrispondere ad una nuova applicazione o ad una feature innovativa, ma si tratterebbe semplicemente di un framework, una sequenza di API che permetterebbe a diversi sviluppatori di utilizzare tale soluzione per le proprie app Android.

Il nuovo servizio dovrebbe essere dotato di una serie di feature di sicurezza, indispensabili per i pagamenti nel corso del 2015. Si parla di un metodo di memorizzazione dei numeri delle carte di credito e della loro possibilità di essere criptati in una serie di token relativi a ciascuna transazione. Una misura adottata per aumentare la protezione quando il dispositivo mobile viene rubato. I pagamenti possono essere eseguiti anche quando non c’è la connettività.

Secondo quanto affermato dallo stesso Pichai, lo scopo è quello di “fare in modo che nessun’azienda possa creare un servizio di pagamenti più efficiente di quello Android”. Il principale target commerciale designato riguarda le aree della Cina e dell’Africa, con la speranza che “la gente possa utilizzare Android Pay per costruire servizi innovativi”.

Leggi anche:  App Google: a causa degli aggiornamenti la barra di ricerca non funziona

Pichai ha anche confermato che Android Pay non fungerà da servizio sostitutivo rispetto a Google Wallet, ma piuttosto ne rappresenterà un’integrazione. Pay agirà grazie al protocollo NFC, anche se non sarà disponibile inizialmente l’inserimento della password mediante le impronte digitali, così come è stato già consentito dal rivale Samsung Pay.

Ancora non si sa quando sarà disponibile il nuovo Android Pay, anche se si parla di una presentazione nel corso del Google I/O 2015, il grande evento della società che gestisce il più grande motore di ricerca al mondo. Dovrebbero quindi mancare circa due mesi per fare in modo che tale progetto diventi una realtà.