Siamo tutti in attesa, ormai mancano pochi mesi e la tanto discussa versione 5 del nostro amato sistema operativo farà bella mostra di sé sui terminali.

Già, ma quali terminali? Una delle più interessanti novità della release “K” (così chiamata dallo staff di Google per abbreviare l’intero nome “Key Lime Pie“) sarà quella di mettere fine alla frammentazione eccessiva delle versioni del sistema operativo che ha rivoluzionato il mondo ( “F” sta per fragmentation, appunto).

Questa versione sarà versatile come mai nessuna precedente è stata. Prima di tutto sarà finalmente possibile installare ufficialmente Android su qualsiasi genere di dispositivo e non solo su smartphone o tablet (come Google ha sempre imposto). Questo ha fatto la felicità di molti produttori di apparecchi tecnologici  che ormai cercano di diversificare i loro prodotti pensando ad esempio agli Smart Watch (LG e Samsung in prima linea). Ma non è tutto perché, la “Key Lime Pie” potrà essere installata anche su dispositivi più datati (che partano però da un minimo di 512MB di Ram). Obiettivi di questa mossa sono migliorare le mancanze di ICS e JB ma, anche, rendere disponibili per vecchi terminali le nuove applicazioni che saranno di certo ottimizzate per Android 5. Una filosofia contraria a quella di Apple che invece cerca di tagliare i vecchi dispositivi fuori dal marcato escludendoli da aggiornamenti e rilasci di applicativi più recenti.

Per ampliare ad una fascia ancora più ampia di utenti il mondo Android, Google ha anche annunciato di voler produrre modelli di smartphone low cost che saranno indirizzati soprattutto ai paesi in via di sviluppo.

Siamo davanti a un benefattore? No, si tratta una semplice ma efficace mossa di marketing che minerà la concorrenza ed aumenterà di molto l’utenza.

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